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Tribunale - Processo "Scacco matto" - A processo due degli assassini del professor Ausonio Zappa, ma soltanto uno era in aula - L'altro è rimasto nel carcere di Pescara

Ondata di furti e rapine, undici vittime contro i fratelli Oprea

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Cosmin Petrut Oprea

Cosmin Petrut Oprea, è rimasto in carcere a Pescara

Daniel Ionel Oprea

Daniel Ionel Oprea, ieri era presente in aula per il processo

Viterbo – (sil. co) – Ieri è comparso in tribunale uno degli assassini del professor Zappa, Ionel Daniel Oprea. Ha invece scelto di non prendere parte al processo in cui è accusato di furto e ricettazione l’altro Oprea, Cosmin Petrut, in carcere come il fratello per la rapina sfociata nell’efferato omicidio del professor Ausonio Zappa, 81 anni, colpito alla testa con una spranga di ferro mentre tentava di suonare l’allarme la sera del 27 marzo 2012 nella sua villa di Bagnaia. 

I due fratelli Oprea, difesi da Roberto Fava, sono imputati assieme a un terzo connazionale, assistito da Luca Nisi, mentre sono usciti dal processo con riti alternativi in sede di udienza preliminare altri due componenti della banda che assassinò il professore.

Condannati a 20 e 8 anni, Cosmin Petrut e Ionel Daniel Oprea, 24 e 30 anni, sono detenuti rispettivamente nelle carceri di Pescara e Mammagialla. Ma all’udienza di ieri, scortato dalla penitenziaria, si è presentato solo Daniel, mentre Cosmin ha rinunciato a partecipare, rimanendo nella sua cella del penitenziario abruzzese. C’erano in compenso molte delle parti offese, undici privati cittadini, nessuno dei quali si è costituito parte civile, cui sarebbe potuta toccare la stessa sorte di Zappa.

Gli Oprea furono coinvolti nell’operazione Scacco Matto contro una serie di furti e rapine commessi da una banda di cinque ventenni, tutti d’origine romena. Con Cosmin Petrut e Ionel Daniel Oprea, 24 e 30 anni, finirono indagati dalla pm Paola Conti anche un altro giovane romeno, il coimputato; nonché Adrian Nicusor Saracil e Alexandru Petrica Trifan, 27 e 25 anni, condannati in via definitiva a 20 e 10 anni per il delitto Zappa.

Saracil e Petrica sono usciti dal processo “Scacco matto” patteggiando per la rapina a un’anziana di Vetralla un anno e mezzo in continuazione, chiudendo così i conti con la giustizia. Davanti al giudice Giacomo Autizi sono finiti i fratelli e il quinto complice, estraneo alla rapina sfociata nella morte dell’81enne Ausonio Zappa, fondatore dell’accademia di belle arti.  

Il professore fu massacrato di botte dai ladri nella sua villa di Bagnaia, in strada Romana, la notte tra il 27 e 28 marzo 2012. Il quartetto, composto dai due esecutori materiali e dai due pali, fu catturato nel giro di poche ore. Il professore morì dopo dieci giorni di agonia a Belcolle. 

Appena due mesi prima, il 15 gennaio 2012, la banda aveva già rischiato di uccidere. Vittima un’85enne di Vetralla, resa inoffensiva con un tampone imbevuto di liquido soporifero durante una rapina. Il tampone ha provocato una reazione allergica alla donna, che fu ricoverata in ospedale per iperemia ed edema alla glottide con una prognosi di 10 giorni.

E’ stato il primo di una lunga serie di colpi messi a segno nel giro di tre mesi dalla stessa banda. L’85enne di Vetralla fu bloccata, le hanno spinto un tampone soporifero sulla faccia, poi, arraffati un tomtom e due pc, le hanno strappato l’orologio dal polso e la catenina dal collo, quasi strozzandola, con lesioni alla glottide per 10 giorni.

Un’escalation di crimini nei tre mesi precedenti l’assalto alla villa di Zappa. Il 24 gennaio un furto di gioielli in un’abitazione di Viterbo. Il 10 febbraio il furto di una Mercedes a Monteromano, usata il 14 febbraio per un maxi furto di materiale edile a Bagnaia. I primi di marzo, a Marta, hanno svaligiato 1270 euro dalle macchinette cambiasoldi di un bar e di una gelateria.

Poi tre scuole: il 1 marzo hanno rubato 2 lettori dvd alla media di Gallese, la sera della rapina a Zappa un proiettore all’istituto “Molinari” di Montefiascone e uno al “Savi” di Viterbo, nonché tre placche d’argento col nome della scuola.

Undici le parti offese. Il processo entrerà nel vivo il prossimo primo marzo, quando saranno sentite le prime cinque vittime della presunta banda. 


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15 settembre, 2017

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