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Operazione "Scacco Matto" - In aula la novantenne aggredita appena due mesi prima dell'omicidio del professore - L'anziana ha rischiato la vita per il cloroformio

Novantenne stordita e rapinata, a processo gli assassini di Zappa

di Silvana Cortignani
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Cosmin Petrut Oprea

Cosmin Petrut Oprea

Daniel Ionel Oprea

Daniel Ionel Oprea

Viterbo – Al via il processo scaturito dall’operazione Scacco Matto, davanti al giudice Giacomo Autizi due degli assassini del professor Ausonio Zappa. 

Sono i fratelli Ionel Daniel e Cosmin Petrut Oprea, che stanno scontando rispettivamente 8 e 20 anni per l’omicidio dell’ottantenne, morto in seguito al feroce pestaggio del 27 marzo 2012, quando l’anziano fu aggredito nella sua villa di Bagnaia mentre tentava di dare l’allarme durante un tentativo di rapina. 

Le successive indagini permisero di scoprire che la banda composta da quattro giovanissimi romeni, tutti ventenni, più un quinto connazionale, era già entrata in azione in altre occasioni, commettendo una raffica di furti in tutto il Viterbese, tra cui una rapina ai danni di un’anziana, stordita col cloroformio e finita in ospedale. 

Adrian Nicusor Saracil e Alexandru Petrica Trifan, condannati in via definitiva a 20 e 10 anni per il delitto Zappa, sono usciti dal processo ricorrendo a riti alternativi. Il presunto complice e i fratelli Oprea sono accusati di furto e ricettazione in concorso. In aula era presente solo Ionel Daniel, giunto scortato dalla polizia penitenziaria del carcere di Mammagialla. 

Undici le parti offese, tre delle quali sentite oggi come testimoni. Tra loro l’anziana di Vetralla, oggi 91enne, rapinata da Saracil e Petrica, che davanti al gup hanno patteggiato un anno e mezzo in continuazione, chiudendo così i conti con la giustizia. 


Stordita col cloroformio e rapinata

La novantenne, che vive in parrocchia, fu aggredita appena due mesi prima del delitto Zappa. La sua testimonianza, anche se non riguarda direttamente i tre imputati rimasti, rende l’idea dell’efferatezza con cui colpiva la banda, capace di prendere di mira senza farsi scrupoli anche le persone più anziane. 

Sarebbe stato il primo colpo messo a segno dalla banda. Era il 15 gennaio 2012, quando la vittima, all’epoca 85enne fu resa inoffensiva con un tampone imbevuto di liquido soporifero. Tampone che ha rischiato di ucciderla, avendole provocato una reazione allergica, con conseguente ricovero in ospedale per iperemia ed edema alla glottide, con una prognosi di 10 giorni.

“Stavo rientrando a casa – ha raccontato la novantenne al giudice – quando mi sono trovata davanti agli occhi un giovane con una bottiglia di narcotico in mano che mi ha messo qualcosa sulla bocca per stordirmi, strappandomi l’orologio e la catenina e lasciandomi per le scale”. Se non fosse stata soccorsa tempestivamente, avrebbe rischiato la vita. 


Divano dietro la porta della casa svaligiata

E’ stato quindi sentito un militare viterbese di 44 anni, residente in via Santa Maria dell’Elce con la compagna. A loro è andata bene, quando i ladri sono entrati non erano in casa: “Ci hanno rubato tutto, i vestiti, l’oro – ha spiegato al giudice – rientrando abbiamo trovato la porta bloccata da dentro con il divano. Abbiamo spinto e dentro era tutto a soqquadro. Mentre scendevo telefonando ai carabinieri, per aspettarli, ho incrociato il ladro, l’ho visto bene in faccia, saprei riconoscerlo ancora e me lo trovassi davanti”.


Jeep ribaltata durante la razzia

Ultimo testimone un imprenditore 53enne di Bagnaia, la cui azienda di materiali edili fu depredata e devastata dai banditi: “Oltre a razziare una serie di attrezzi – ha spiegato – hanno fatto una serie di danni, mettendo i mezzi in avaria e addirittura facendomi trovare una jeep ribaltata”. Lui però, a differenza degli altri testimoni, non li ha visti in faccia. 


Escalation criminale

Un’escalation di crimini nei tre mesi precedenti l’assalto alla villa di Zappa. Il 24 gennaio un furto di gioielli in un’abitazione di Viterbo. Il 10 febbraio il furto di una Mercedes a Monteromano, usata il 14 febbraio per un maxi furto di materiale edile a Bagnaia. I primi di marzo, a Marta, hanno svaligiato 1270 euro dalle macchinette cambiasoldi di un bar e di una gelateria. 

Poi tre scuole: il 1 marzo hanno rubato 2 lettori dvd alla media di Gallese, la sera della rapina a Zappa un proiettore all’istituto “Molinari” di Montefiascone e uno al “Savi” di Viterbo, nonché tre placche d’argento col nome della scuola.

Il processo è stato rinviato al 10 settembre per sentire altre cinque presunte vittime. 

Silvana Cortignani

 


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1 marzo, 2018

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