Viterbo – Riceviamo e pubblichiamo – Dal momento del mio rientro all’Ater dall’aspettativa istituzionale per aver ricoperto il ruolo di assessore regionale all’agricoltura sono stata oggetto di una vera e propria persecuzione da parte del direttore generale dell’Ater di Viterbo Ugo Gigli che finalmente, alla conclusione delle indagini preliminari da parte della Procura di Viterbo su mia denuncia, è accusato dei reati di diffamazione semplice e aggravata dal mezzo stampa, calunnia, abuso d’ufficio e falso in atto pubblico, tutti reati a danno della sottoscritta.
Il signor Gigli non solo ha costruito ben quattro contestazioni disciplinari false e infondate, la prima annullata a mio favore in sede di arbitrato e le altre tuttora pendenti davanti al giudice del lavoro, ma nel ruolo di manager pubblico ha ritenuto di poter diffamare, ledendone il decoro e la professionalità, una sua dipendente preannunciando sanzioni disciplinari sugli organi di stampa, rendendone pubblico lo stato di malattia e culminando, nonostante il procedimento penale a suo carico in corso, con affermazioni gravi false e diffamatorie pronunciate in una conferenza stampa indetta in un bar, dove guarda caso, si recavano anche fortuiti avventori ancora in cerca di autore dopo venti anni di improvvisata politica, fatta peraltro, pur di occupare tutte le poltrone disponibili in questa Provincia e oltre, solo colpendo e annientando in qualsiasi modo quell’odiato nemico che per giunta quasi sempre appartiene allo stesso schieramento politico.
Vorrei infine rammentare al solerte avvocato del signor Gigli, cui tanto piace comparire sulla stampa, che come lui ben sa i documenti autorizzativi per l’espletamento degli incarichi esterni dichiarati come copie false dal signor Gigli (che forse su maldestro suggerimento di qualcuno ha preso spunto dalla vicenda delle fatture false della Regione Lazio, anzi ne ha fatto il “copia e incolla”) sono stati sequestrati dalla guardia di finanza in originale presso competenti enti pubblici.
Io comunque mi affido completamente alla giustizia come ho sempre fatto, sperando che questa squallida vicenda lavorativa, dai contorni politici per chi la sa ben leggere, venga presto chiarita e che Ugo Gigli, e non l’azienda pubblica, paghi tutti i danni morali e materiali arrecati alla sottoscritta con la sua condotta prevaricatrice e persecutoria.
Mi chiedo come il commissario straordinario dell’Ater Pierluigi Bianchi ma soprattutto la Regione Lazio, alla quale ho inviato più di una nota per metterla a conoscenza della situazione, possa ancora permettere che un’azienda così importante a servizio delle fasce più deboli di cittadini possa essere gestita ancora da un signore in pensione e richiamato con contratto esterno, abbondantemente sopra i limiti di età previsti per i dirigenti pubblici, accusato dalla procura di gravi reati come l’abuso d’ufficio ed il falso in atto pubblico ai danni di una dipendente, con uno stipendio pari quasi a quello del presidente della Repubblica, ma soprattutto pari ad una bella fetta dei fondi spesi annualmente dall’Ater per la manutenzione ordinaria degli alloggi, nell’incuria e nell’abbandono.
Beh sono convinta che i cittadini di questo paese, gli affittuari delle case popolari e i disoccupati, non se lo meritano e non se lo possono permettere.
Angela Birindelli
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