Viterbo – Demansionamento e mobbing all’Ater, è ripreso con un colpo di scena il processo all’ex direttore Ugo Gigli. Ieri, davanti al collegio presieduto dal giudice Gaetano Mautone, Gigli si è presentato a sorpresa con un nuovo difensore, l’avvocato Roberto Massatani.
Massatani, ultimo della serie, ha preso il posto di tutti i vari colleghi che lo hanno preceduto nella delicata vicenda per la quale si sono costituiti parte civile l’ingegnere Angela Birindelli, l’ex presidente dell’ente Maria Gabriela Grassini e lo stesso Ater, che è anche responsabile civile.
In tribunale, come sempre, erano presenti sia Gigli che la Birindelli e la Grassini. Assente, invece,anche lei come sempre, la coimputata dell’ex direttore, un’impiegata delle case popolari, coinvolta per una sola ipotesi di abuso d’ufficio.
Gigli è accusato di falso, diffamazione, soppressione di documenti, calunnia e abuso d’ufficio. A maggio il collegio ha accolto la richiesta di unificare al procedimento principale il successivo rinvio a giudizio di Gigli, risalente allo scorso mese di febbraio, in seguito al ricorso in cassazione vinto dalla procura contro il non luogo a procedere per tre capi di imputazione per abuso d’ufficio disposto il 10 luglio 2015 dal gup al termine dell’udienza preliminare.
Ieri sono stati riascoltati sei testimoni, già sentiti nel 2016, dopo la richiesta di rinnovazione da parte della difesa, in seguito a un avvicendamento all’interno della terna giudicante. E la difesa ha approfittato per rimescolare le carte, chiedendo ai testi puntualizzazioni sulle dichiarazione rese.
In aula sono tornati un dipendente del Comune di Bolsena e due dipendenti dell’Ater, uno dei quali sentito nuovamente da Massatani sulle famose firme scanzionate di Gigli utilizzate per le comunicazioni ai circa cinquemila utenti dell’ente case popolari. “Era una foto, un file che si trovava nel mio pc, per accedere al quale solo io avevo la password, perché la usavo per inviare le lettere”. All’altro impiegato, sempre Massatani, ha chiesto se fosse stato colpito da sanzioni: “Ho avuto dei richiami disciplinari, ma i rapporti con Gigli erano normali”, ha risposto.
Tra i testimoni anche l’ingegnere Giulia Arcangeli, anche lei in politica, ma nello schieramento di centrosinistra al contrario della Birindelli, il che non le ha impedito di deporre a favore della presunta vittima. Su richiesta di Massatani ha corretto in parte il tiro, riguardo alle presunte “ritorsioni” di Gigli: “Non intendevo ritorsioni, ma la Birindelli lamentava l’atteggiamento vendicativo di Gigli”. Non sapeva, invece, che la Birindelli, prima dell’avventura politica in regione come assessora all’agricoltura della giunta Polverini, rivestisse all’Ater un incarico all’ufficio manutenzione: “Non era alla progettazione”, ha sottolineato il legale.
E’ stata poi la volta dell’ex commissario dell’Ater Pierluigi Bianchi, che ha sostituito Gigli alla decadenza dall’incarico. “Ricevetti telefonate dalla Regione per avere informazioni sul licenziamento della Birindelli. L’interlocutore chiamava dalla segreteria del presidente Nicola Zingaretti, ma non so chi fosse”, ha precisato.
Per ultimo è stato ascoltato l’ex responsabile dell’ufficio tecnico del Comune di Viterbo, Ernesto Dello Vicario, attualmente in Provincia, in merito all’immobile di San Martino al Cimino al quale la Birindelli avrebbe lavorato con regolare autorizzazione, nonostante sia stato tra i motivi delle sanzioni disciplinari a suo carico da parte di Gigli.
Silvana Cortignani
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