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Viterbo - Imputati poliziotti e steward - Le telefonate intercettate non potranno valere come prova

Favoritismi ai buttafuori, azzerate le intercettazioni

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Un'aula di tribunale

Un’aula di tribunale

Viterbo – Intercettazioni azzerate. E la prova regina del processo non c’è più.

Le difese dei poliziotti imputati per abuso d’ufficio e favoreggiamento portano a casa un risultato importante: le telefonate intercettate che avevano fatto aprire il fascicolo non saranno utilizzabili al processo.

Lo ha deciso il tribunale di Viterbo, accogliendo la richiesta degli avvocati.

A giudizio, davanti al collegio presieduto da Eugenio Turco (a latere Filippo Nisi e Rita Cialoni), ci sono nove persone, tra poliziotti, steward e buttafuori. Cuore dell’accusa, la presunta attività di vigilanza abusiva che gli agenti della questura viterbese avrebbero permesso di esercitare a steward e buttafuori. In sprezzo a qualunque tipo di autorizzazione, secondo le indagini, nate da un altro fascicolo a carico dei buttafuori. 

Proprio nell’ambito dell’altro fascicolo, su una serie di pestaggi in discoteca, i buttafuori sarebbero stati intercettati con i poliziotti. Ma quelle intercettazioni, disposte per altri fatti e altri reati, non potevano avere valore di prova, per gli avvocati. E, da ieri, nemmeno per il tribunale, che non ha trovato alcun collegamento tra le due diverse inchieste sui buttafuori.

Secondo il pm Massimiliano Siddi sarebbero stati i poliziotti a mantenere un atteggiamento finalizzato a facilitare il lavoro di steward e buttafuori. Gli episodi, risalenti al 2009-2010, sarebbero molteplici. In più di un caso, gli agenti avrebbero permesso di svolgere abusivamente l’attività di vigilanza durante manifestazioni o eventi come i mercatini di Natale a Viterbo.

Un’ipotetica linea morbida che cara è costata tanto ai beneficiari, quanto agli elargitori dei favori in questione. In udienza preliminare, il pm Siddi aveva chiesto e ottenuto il rinvio a giudizio per favoreggiamento, abuso d’ufficio, rivelazione di segreti d’ufficio e falso, in relazione a verbali e relazioni di servizio “ritoccate” o volutamente omissive sulla condotta degli steward, che rispondono, invece, dell’esercizio abusivo dell’attività di sicurezza. Ma, dopo il colpo di scena di ieri, tutto può succedere.


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14 gennaio, 2015

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