Viterbo – Associazione a delinquere e usura, tutti rinviati a giudizio.
Processo a dicembre per i 15 imputati per un presunto giro di usura nella Tuscia.
Lo ha deciso ieri mattina il gup Francesco Rigato, al termine dell’udienza preliminare andata avanti per più di tre ore, ieri mattina al tribunale di Viterbo.
E’ il dicembre 2010 quando scatta il blitz della guardia di finanza: 13 arresti, nove in carcere e quattro ai domiciliari tra Viterbo, Vignanello, Canepina, Civita Castellana e Terni. Il tribunale del Riesame annulla le misure cautelari, ma l’inchiesta del pm Paola Conti va avanti e altre due persone vengono iscritte nel registro degli indagati.
I fatti, in realtà, risalgono al 2005-2006. L’imprenditore, angosciato dalla crisi economica, aveva iniziato a chiedere prestiti prima ai familiari, poi agli amici e, infine, ai futuri imputati. Secondo i calcoli delle fiamme gialle gli sarebbero stati chiesti interessi perfino del 18000 per cento.
Tra gli imputati per associazione a delinquere anche i fratelli Alberto e Augusto Corso di Canepina, già implicati nella maxi inchiesta “El Dorado” della procura di Reggio Calabria. Augusto è uscito assolto, come tutti gli indagati per riciclaggio di denaro sporco, proveniente da una cosca dell’Aspromonte. Ipotesi ritenuta insussistente dal tribunale di Reggio Calabria. Su Alberto, invece, pendeva la pesante accusa di associazione di stampo mafioso: in primo grado ha preso una condanna a dieci anni di reclusione. Ora aspetta l’appello.
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