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Femminicidio-suicidio a Orte - Francesco ha prima sparato a Silvia per poi togliersi la vita - L'arma, regolarmente detenuta, era stata comprata solo due giorni fa

Due colpi di pistola alla tempia

di Raffaele Strocchia
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Silvia Tabacchi

Silvia Tabacchi

Francesco Marigliani

Francesco Marigliani

Orte - L'auto del femminicidio - suicidio

Orte – L’auto del femminicidio – suicidio

Orte - L'auto dell'omicidio - suicidio e gli uomini della scientifica

Orte – L’auto dell’omicidio – suicidio e gli uomini della scientifica

Orte - L'auto dell'omicidio - suicidio e gli uomini della scientifica

Orte – L’auto dell’omicidio – suicidio e gli uomini della scientifica

Femminicidio - suicidio a Orte - La moto di Francesco Marigliani

Femminicidio – suicidio a Orte – La moto di Francesco Marigliani

Femminicidio - suicidio a Orte - I feretri dei due giovani

Femminicidio – suicidio a Orte – I feretri dei due giovani

Orte – E’ arrivato in sella alla sua Kawasaki Ninja. E’ salito sull’auto di Silvia; le avrebbe dovuto dare “le ultime cose” di una relazione durata anni e finita da poco. Invece ha impugnato la Glock calibro 9 e le ha sparato. Un colpo alla tempia. Mortale. Poi si è puntato la pistola alla testa e si è tolto la vita.


Multimedia: video – Femminicidio-suicidio a Orte – I vetri rotti dell’auto – slide – L’auto del femminicidio-suicidio e le prime indagini dei carabinieri – slide


In quello spiazzo sulla Vasanellese, la strada che da Orte va a Vasanello, Silvia Tabacchi e Francesco Marigliani si sarebbero dovuti incontrare per chiudere definitivamente il loro rapporto. L’ultimo appuntamento di due 28enni che si erano lasciati, dopo un’adolescenza passata insieme.

“Vediamoci domani che ti do le ultime cose”, le avrebbe scritto giovedì Francesco. Ieri invece, intorno alle 16, la tragedia. Gli inquirenti hanno pochi dubbi: è stato un femminicidio-suicidio. Silvia, di Vasanello, era riuscita a voltare pagina, e da qualche giorno si era fidanzata con un nuovo ragazzo. L’ex invece, originario di Amelia, non si era rassegnato alla fine della relazione.

E’ stato un ciclista a fare la macabra scoperta: nella Renault Megane di Silvia, i due cadaveri. La testa della ragazza poggiata sulle gambe di Francesco, e il volto del giovane ricoperto da una maschera di sangue. In pochi minuti il chilometro 5,8 della Vasanellese si è riempito di ambulanze, auto di carabinieri, polizia e mezzi dei vigili del fuoco.

Ora indagano gli uomini dell’arma, coordinati dal sostituto procuratore Chiara Capezzuto, e nelle prossime ore verranno ascoltati amici e parenti dei due 28enni e alcuni testimoni. Chi abita nella zona, infatti, avrebbe sentito l’esplosione di tre colpi. E tanti sarebbero stati i proiettili trovati dalla scientifica sul luogo della tragedia.

In quello spiazzo Silvia è arrivata a bordo della sua Megane grigio metallizzato. Francesco, invece, in sella alla sua moto. Ha lasciato il casco e i guanti sul sellino ed è salito nell’auto, sul sedile del passeggero. Addosso aveva una pistola Glock calibro 9, comprata giovedì subito dopo aver ottenuto il porto d’armi. Poi la tragedia. Uno dei tre colpi ha anche frantumato il finestrino lato guida, dove la 28enne era seduta.

Sulla Kawasaki nera di Francesco è stata ritrovata una lettera, protetta dal casco. Tre fogli in cui avrebbe lasciato il suo ultimo messaggio: “Bruciate anche la macchina”. Ora su quella lettera sono in corso gli accertamenti, anche se gli investigatori pensano a un tentativo di depistaggio.

A riconoscere i corpi di Silvia e del suo ex è stato il papà della giovane, arrivato sul luogo della tragedia insieme al nuovo fidanzato della figlia. Entrambi distrutti dal dolore. Due paesi piangono Francesco e Silvia, e sono sgomenti difronte al dramma. Tutta la comunità di Vasanello si è stretta intorno alla famiglia Tabacchi, molto stimata e conosciuta e dove tutti ricordano Silvia come “una ragazza d’oro”.

Raffaele Strocchia



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18 marzo, 2017

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