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Botte al Sacrario - Il papà del 19enne preso a manganellate esprime su Facebook comprensione per i familiari dell'aggressore: "Da padre, li capisco"

“Quando i genitori si sono scusati per il figlio, mi hanno fatto pena”

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Viterbo - Polizia in centro

Viterbo – Polizia in centro

Viterbo – (sil.co.) – Manganellate al figlio al Sacrario, nonostante tutto il padre della vittima su Facebook esprime comprensione per i genitori dell’aggressore, un 27enne del quartiere di Santa Barbara, le cui iniziali sono S.F..

“Quando il padre e la madre si sono scusati per il gesto del figlio, mi hanno fatto pena. Da genitore li capisco. Meglio non trovarcisi mai, da nessuna delle due parti”, ha scritto in un post pubblicato sul popolare social network, rivelando di essere stato avvicinato in tribunale dai familiari del 27enne, che gli hanno chiesto scusa per il gesto compiuto dal figlio.

L’aggressore, arrestato lunedì sera, sarà processato per direttissima il 21 settembre dal giudice Roberto Colonnello del tribunale di Viterbo per lesioni aggravate e porto abusivo d’arma bianca, il bastone telescopico metallico usato per picchiare, che teneva nascosto nello zaino. 

Il post di Otello Macrì, padre dello studente 19enne aggredito alla fermata dell’autobus di piazza Martiri d’Ungheria solo per avere difeso la sua ragazza, fatta oggetto da circa un anno di molestie da parte del 27enne, risale a martedì pomeriggio, poco dopo che il giudice aveva rimesso in libertà l’aggressore pur convalidando l’arresto della sera prima da parte della polizia. 

“Cari amici di Facebook vi do notizie di mio figlio che in tarda mattinata è stato dimesso dall’ospedale – esordisce il genitore, aggiornando i tanti che volevano sapere come stesse il ragazzo – sembrerebbe dopo molti controlli medici non avere riportato lesioni interne alla testa a parte degli ematomi, che si dovranno assorbire, è ovvio che ha dei dolori in testa per i colpi ricevuti dal quel soggetto. Questa mattina c’è stata la causa per direttissima nei confronti dell’aggressore dove il giudice ha disposto al momento la liberazione dello stesso come immaginavo”.

Fin qui la “cronaca”, dopo di che Macrì racconta cosa ha provato incontrando in tribunale il padre e la madre dell’aggressore, anche loro in attesa fuori dell’aula dove era in corso l’udienza di convalida del fermo, per sapere il seguito giudiziario della vicenda che ha coinvolto i rispettivi figli. 

“Perciò, che vi devo dire amici e amiche, viviamo in un mondo che non so neanche io in che mondo stiamo – prosegue il post – ma una cosa la debbo dire, questa mattina conoscendo i genitori di questo ragazzo fuori di testa mi hanno fatto molto pena nel parlarci, quando loro stessi si sono scusati per il gesto del loro figlio, dove io essendo genitore riesco a capirli. In queste situazioni sarebbe meglio non trovarsi mai per entrambe le parti”.

Il figlio ha tempo fino al 21 settembre per decidere se costituirsi parte civile al processo, il che renderebbe più complicato per il 27enne l’accesso a riti alternativi, come il patteggiamento o l’abbreviato che, in caso di condanna, prevedono entrambi lo sconto di un terzo della pena. Considerato che l’imputato ha ammesso le sue responsabilità davanti al giudice e la presenza di diversi testimoni, appare più che probabile che il difensore Emanuela Barboni intenda ricorrere alla via più veloce e indolore per chiudere la vicenda giudiziaria del suo assistito. 

Un gigante buono, la vittima, un ragazzo alto oltre un metro e ottanta dall’animo mite, come tutti lo definiscono, colto di sorpresa dalla manganellata mentre saliva sul pullman per Bagnaia con la fidanzata, dopo avere invitato il 27enne a stare alla larga. “Mi ha sferrato la bastonata puntando al centro della testa e colpendomi sopra la tempia sinistra, urlando che mi avrebbe fatto sgozzare. Se non mi fossi spostato chissà cosa sarebbe successo, magari mi avrebbe ammazzato”, ha raccontato a Tusciaweb lo stesso 19enne, che non ha neanche pensato di difendersi usando la forza. “Dopo la botta presa, sono sceso dal bus, con lui che mi inseguiva, menando il manganello, poi sono svenuto. Mi hanno salvato la mia ragazza e un amico che si sono messi in mezzo”. 


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30 agosto, 2018

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