Viterbo – Manganellate alla fermata dei pullman del Sacrario. L’aggressore è stato rimesso in libertà, senza alcuna misura, dopo la convalida dell’arresto della polizia. Per lui il giudice Roberto Colonnello ha ritenuto sufficiente, per ora, una notte ai domiciliari.
L’aggressore, S.F. di 27 anni, sarà processato il prossimo 21 settembre per lesioni aggravate e porto abusivo d’arma bianca. Con un bastone telescopico in metallo, verso le 19 di ieri, ha sferrato un colpo in testa alla vittima. M.M., un ragazzo di 19 anni, colpevole solo di avere difeso la fidanzata.
La vittima ha tempo fino al processo per direttissima del 21 settembre per decidere se costituirsi o meno parte civile. Il difensore del 27enne, l’avvocata Emanuela Barboni, in quella data potrebbe a sua volta chiedere il patteggiamento o l’abbreviato, entrambi riti alternativi che, in caso di condanna, prevedono lo sconto di un terzo della pena.
Ha solo difeso la fidanzata da chi la stava molestando. “Che bel culo che hai”, si è sentita ripetere la giovane. Qualche sguardo di troppo e un paio di fischi. Il ragazzo, che era con lei, ha provato a fare finta di nulla. Ha resistito finché ha potuto, per poi invitare chi stava importunando la fidanzata a farla finita. “Piantala – gli ha detto -. Lasciala stare”. Ma tanto gli è bastato per essere colpito in testa con un manganello telescopico. Un’arma che è proibito portare con sé, in dotazione solo alla polizia e alle forze armate.
L’aggressione intorno alle 19 di ieri, alla fermata degli autobus di piazza Martiri d’Ungheria. Nel centro storico di Viterbo, e a due passi dal Sacrario. La vittima è M.M., un 19enne viterbese poi ricoverato all’ospedale di Belcolle.
“Mio figlio – racconta Otello Macrì, padre del giovane preso a manganellate – era con la fidanzata che doveva prendere un pullman per Bagnaia, quando un ragazzo ha iniziato a molestare la compagna. ‘Che bel culo che hai’, le ripeteva. Mio figlio ha prima lasciato correre, poi lo ha invitato a smetterla. Gli ha detto di lasciare in pace la fidanzata, ma l’aggressore ha aperto lo zaino, ha tirato fuori un manganello telescopico e ha iniziato a colpirlo sulla tempia sinistra. Mio figlio è caduto a terra, è svenuto ed è stato soccorso dalla compagna e da un paio di amici che hanno subito chiamato il 118”. L’arrivo dell’ambulanza e il trasporto all’ospedale di Belcolle, dove il 19enne ha trascorso la notte. “È sedato ed è sotto osservazione”, fa sapere il padre. E ne avrà per almeno venti giorni.
L’aggressore, un 27enne italiano, è invece stato arrestato dai poliziotti della squadra volante. Già noto alle forze dell’ordine, ha trascorso la notte ai domiciliari nella sua casa a Bagnaia per lesioni aggravate e porto abusivo d’arma. Per gli agenti, subito intervenuti, non ci sarebbero dubbi: l’avrebbe ucciso, se la fidanzata della vittima non lo avesse bloccato sorprendendolo alle spalle. Le manganellate sarebbero state almeno dieci. Forse addirittura quindici, e tutte in testa. E il 27enne avrebbe continuato a colpire il 19enne anche quando questo, privo di sensi, è piombato a terra.
Dopo aver difeso la fidanzata, M.M. sarebbe stato anche minacciato di morte. “Ti taglio la gola. Te la faccio tagliare da alcuni amici miei”, gli avrebbe detto l’aggressore. E qualche minuto dopo, preso il manganello dallo zaino e nascosto dietro la schiena, avrebbe continuato: “Ti ammazzo e poi ti scopo la ragazza”. A quel punto la vittima si sarebbe avvicinata al 27enne che gli si è scagliato contro.
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