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Tribunale - Ha patteggiato il 28enne che ha aggredito uno studente che difendeva la fidanzata sul pullman per Bagnaia

Manganellate al Sacrario, otto mesi all’aggressore

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Viterbo - Polizia nel centro storico

Viterbo – Polizia al Sacrario

Viterbo – (sil.co.) – Manganellate alla fermata bus del Sacrario, ha patteggiato otto mesi Simone Faccenda.

E’ il 28enne viterbese arrestato lo scorso 28 agosto per lesioni aggravate e porto abusivo d’arma bianca. Verso le 19 ha colpito alla testa con un bastone telescopico uno studente 19enne solo perché gli aveva detto di smettere di importunare la fidanzata.

“Che bel culo che hai”, avrebbe detto alla fidanzata della vittima. E giù botte al ragazzo che l’aveva invitato a stare alla larga, minacciandolo di morte: “Ti faccio sgozzare, ti ammazzo e poi ti scopo la fidanzata”. In suo soccorso la fidanzata e un amico 18enne, il cui intervento avrebbe scongiurato il peggio.

Otto mesi invece di sei mesi. Faccenda ha patteggiato due mesi in più, rispetto alla prima richiesta, concordata dal difensore Emanuela Barboni col pm, bocciata dal giudice Roberto Colonello, che aveva ritenuto troppo mite la pena di sei mesi, con lo sconto di un terzo previsto dal rito alternativo.

La nuova richiesta è stata accolta ieri dal giudice Giacomo Autizi, che ha ereditato il fascicolo dal collega, il quale, avendo già espresso un giudizio, si è dichiarato incompatibile. 

La vittima, Michael Macrì, aggredito a bordo dell’autobus per Bagnaia, a causa della violenza dei colpi ricevuti dentro e fuori del mezzo, perse i sensi e fu portato in ambulanza al pronto soccorso dell’ospedale di Belcolle, con una prognosi di 21 giorni. Per una settimana è stato costretto a ingerire solo liquidi, avendo problemi di masticazione a causa dell’interessamento del nervo mandibolare. Ciononostante non si è costituito parte civile.

Fin dai primi giorni, sia il 19enne che i familiari si sono dimostrati comprensivi. “Quando i genitori si sono scusati per il figlio, mi hanno fatto pena”, scrisse in un post su Facebook il padre dello studente quando l’aggressore, dopo la convalida, è stato rimesso in libertà. “Da genitore li capisco. Meglio non trovarcisi mai, da nessuna delle due parti”, ha sottolineato l’uomo.


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8 gennaio, 2019

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