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Operazione Underground - Bledi, la mente, scendeva dall'aereo e nascondeva subito la droga negli anfratti più nascosti del capoluogo - Ieri i primi interrogatori, in due hanno fatto scena muta

Banda del narcotraffico, cocaina dai voli low cost alle fratte della Palanzana

di Silvana Cortignani
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Carabinieri - Stroncato traffico internazionale di droga - Rudenc Medolli

Carabinieri – Stroncato traffico internazionale di droga – Rudenc Medolli

Carabinieri - Stroncato traffico internazionale di droga - Armand Cuni

Carabinieri – Stroncato traffico internazionale di droga – Armand Cuni

Carabinieri - Stroncato traffico internazionale di droga - Angelica Cazzato

Carabinieri – Stroncato traffico internazionale di droga – Angelica Cazzato

Viterbo – Banda del narcotraffico, voli low cost Roma-Tirana e Roma-Bruxelles passati al setaccio dagli investigatori che tramite le liste passeggeri sono risaliti al traffico internazionale di cocaina smantellato con le sette misure di custodia cautelare (salite a otto) dell’operazione Underground scattata all’alba del 13 giugno.

Erano circa le 23 dell’11 giugno 2016, ad esempio, quando la mente dell’organizzazione Bledar “Bledi” Shtembari, sbarcato poco dopo le 18 a Fiumicino di ritorno dal Belgio, stava già a sotterrare la cocaina fresca d’importazione in una zona particolarmente impervia in strada Palanzanella, a Viterbo, raggiunta passando dal Respoglio.

Nel primo pomeriggio del giorno dopo la “semina” è proseguita in altri posti isolati, in strada Caselle dalle parti dell’Acquabianca e in strada Montagna sulla Cassia Cimina.

In un solo anfratto di strada Palanzanella gli investigatori hanno rinvenuto un barattolo di vetro avvolto in nastro da imballaggio marrone contenente 17 involucri di cocaina nascosti nel riso, per un totale di oltre 130 grammi. Dagli esami tossicologici è risultata in grado di “produrre” 535 dosi medie singole. Nel corso delle indagini ne sono stati sequestrati ben 700 grammi. Quando Bledi si accorge della sparizione del barattolo, spara una sequela di parolacce e dice: “Ci hanno fregati”.

Otto le misure di custodia cautelare eseguite, ma 23 gli indagati. Per 12 di loro la gip Vilma Passamonti, su richiesta della pm antimafia Maria Cristina Palaia della direzione distrettuale antimafia, ha chiesto l’applicazione di altrettante misure di custodia cautelare. L’arresto anche per Renato Hasa, Julian Tare, Fatjan Sopio e Mario Kelmendi e i domiciliari anche per Nekat Zekjirov.

Sono stati nel frattempo sentiti ieri nel carcere di Mammagialla, per rogatoria, dal gip Francesco Rigato, gli albanesi Armand Cuni e Mario Kelmendi, difesi dagli avvocati Remigio Sicilia, Luigi Sini e Anna Paradiso. Entrambi si sono avvalsi entrambi della facoltà di non rispondere.

E’ stato invece rinviato alla prossima settimana l’interrogatorio di garanzia del presunto capobanda albanese Bledar Shtembari detto Bledi. L’uomo, difeso dall’avvocato Franco Taurchini, avrebbe dovuto essere sentito a piazzale Clodio direttamente dal gip Vilma Passamonti, ma siccome è già detenuto a Frosinone per un’altra vicenda di spaccio nella capitale l’interrogatorio è stato rinviato.

Dopo il weekend toccherà anche ai quattro indagati ai domiciliari Angelica Cazzato, Domenico Pennacchietti, Massimiliano Pietrucci e Rudenc Medolli, che saranno sentiti dal gip a Roma.

Dei 23 indagati, 11 sono albanesi, 7 sono italiani, 3 sono macedoni, uno è bielorusso e uno romeno.

Silvana Cortignani


Media: Fotocronaca: Arresti per droga – Video: Operazione dei carabinieri, arresti per droga


Le misure restrittive

In carcere:
1. Bledar Shtembari detto Bledi, nato in Albania il 10.08.1975, di fatto domiciliato a Viterbo
2. Armand Cuni, nato in Albania il 29.09.1975, residente a Viterbo
3. Erjon Collaku, nato a Pogradec (Albania) il 24.01.1980
4. Mario Kelmendi, nato in Albania il 03.04.1996, residente a Canepina (Viterbo)
5. Renato Hasa, detto Meti, nato in Albania il 11.02.1981, di fatto domiciliato a Viterbo
6. Julian Tare, detto Giuliano, nato a Elbasan (Albania) il 29.05.1991, residente a Viterbo
7. Fatjan Sopi, detto Fation, nato in Albania il 26.05.1991, residente a Canepina (Vt)

Ai domiciliari:
8. Angelica Cazzato, nata a Viterbo l’11.12.1987, ivi residente
9. Rudenc Medolli, nato in Albania il 30.12.1982, residente a Terni
10. Domenico Pennacchietti, nato a Roma il 13.10.1980, residente a Vitorchiano (Vt)
11. Massimiliano Pietrucci, nato a Livorno il 22.07.1964, residente a Soriano nel Cimino (Viterbo)
12. Nehat Zekjirov, nato in Macedonia il 27.08.1985, di fatto domiciliato a Montefiascone (Vt)


Le accuse

I capi di imputazione ai quali devono rispondere a vario titolo gli indagati arrestati, oltre agli art. 73 e 74 del D.P.R. 309/90, sono sequestro di persona a scopo di estorsione (art. 630 c.p.), lesioni personali aggravate (artt. 582, 585 c.p.), porto d’arma da fuoco ( art. 12 e 14 D.lvo 497/1974) ed estorsione (art. 629 c.p.


Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino al terzo grado di giudizio. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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15 giugno, 2019

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