Viterbo – Marino è sconvolto. Addosso c’ha una maglietta rossa, ed è corso subito al casello vicino alla stazione di Oriolo Romano dove qualche ora prima Andrea Trifolelli di 25 anni è stato travolto dal treno. Subito dopo Bassano. A poche centinaia di metri da Oriolo. Direzione Roma. Chilometro 54.
Marino chiede informazioni. Sul posto ci sono dirigenti delle ferrovie, carabinieri e polizia municipale. Andrea Trifolelli è morto sul colpo e le cause sono tutte da accertare. Marino, che si mette a piangere, quando tutti se ne sono andati, conosceva bene Andrea. L’ha visto crescere. In mezzo a mille difficoltà. Orfano, Andrea abitava a Oriolo con la sorella ma era originario di Soriano, dove oggi pomeriggio si svolgeranno i funerali.
Andrea Trifolelli
Marino dà le spalle alle sbarre del passaggio a livello. Tirate di nuovo giù perché, poi, dopo, il treno ha ripreso la sua corsa verso la capitale. Come tutti i giorni. Portandosi dentro studenti e pendolari. Lavoratori e precari che quando scendono in stazione per andare in ufficio o chissà dove un pezzo di lavoro se lo sono già fatto. Il lavoro del pendolare.
“Andrea – racconta Marino – faceva il netturbino. E alla sera il pizzettaro. Lavorava tutto il giorno. Sabato e domenica inclusi. Non so proprio cosa sia successo. Abitava proprio di fronte mia suocera. A Oriolo”.
Oriolo Romano – Travolto e ucciso dal treno
Storie del quotidiano. Degne non solo di essere vissute, ma anche raccontate. Per i sacrifici e la fatica che le accompagnano. L’umanità di un ragazzo che ieri mattina ha perso la vita. Per ragioni che soltanto lui, oppure il destino, o le pure coincidenze e casualità sanno. Tuttavia, un’umanità dura da digerire. Fatta di sudore e tanta volontà di tirare avanti. Come tanti, della sua generazione. Come tanti, da queste parti travolte ormai da crisi e disoccupazione che con licenziamenti, precariato e sfruttamento miete vittime in continuazione. Ai confini della Tuscia. Sempre più hinterland piuttosto che rurale.
Per Andrea Trifolelli si ipotizza il suicidio. Il ragazzo avrebbe infatti mandato messaggi alla sorella con i quali annunciava l’intenzione di togliersi la vita.
Oriolo Romano – Travolto e ucciso dal treno
“Un ragazzo bello – prosegue il suo racconto Marino -. Più alto di noi. Alto uno e novanta. Un ragazzo bravo”. E poi aggiunge, stringendo pure i pugni. Arrabbiato. Come se volesse colpire qualcuno. “Guarda, porcoddinci, se mia figlia sposasse uno come lui io sarei il padre più felice della terra. Sai che era? Era uno spettacolo”.
Oriolo Romano – Travolto e ucciso dal treno
Marino rilascia le dichiarazioni, ma non vuole essere fotografato. Né tantomeno il suo cognome sul giornale. “C’ho un’altra immagine. Per lavoro”, spiega. Questo però non vuol dire che teme per il suo lavoro. Semplicemente il lavoro che fa gli impedisce di farsi vedere che piange davanti a qualcuno o a una telecamera. Questa terra, come altre, impone anche questo. Farsi vedere solo per ciò che non si è. Anche quando si è nella più normale delle dimensioni umane.
Oriolo Romano – Travolto e ucciso dal treno
“Andrea aveva sempre il sorriso sulle labbra – dice Marino -. Era educato. Una persona pulitissima. Bravo, bravo, bello come il sole. Noi gli volevamo bene. Un ragazzo d’oro. Viveva insieme alla sorella. Persona seria. Ragazzi come lui non ci stanno”.
L’importanza dell’educazione. Trasmessa a volte in modo doloroso. Per molti ragazzi una vera e propria forma di disciplina. In una terra, come altre, sempre più inquieta.
“Una brava persona – conclude Marino -. Andrea era un bravo ragazzo. Con la sola voglia di lavorare. Che gli vuoi dire a un ragazzo così?”. Riposa in pace, fratello caro.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotocronaca – Travolto e ucciso dal treno – Video: Il racconto di Marino – Ragazzo travolto e ucciso da un treno
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