Viterbo – Sotto piazza San Lorenzo ci sono dei “vuoti”. Probabilmente quel che resta dell’antica città di Viterbo. Etrusca e romana. Poi medievale. La conferma arriva dal lavoro svolto in oltre dieci anni di attività dall’archeologo spagnolo Alberto Pichardo Gallardo che, qui nella città dei papi, ha dedicato buona parte della sua vita alla ricerca della tomba del pontefice Alessandro IV. Sepolto, ma dove sta è ancora un segreto, proprio qui a Viterbo. Centottantunesimo Papa della Chiesa cattolica, dal 1254 al 1261. Il pontefice mecenate ch’ebbe attorno a se uomini e santi come Bonaventura da Bagnoregio, Alberto Magno e Tommaso d’Aquino. Il condottiero che affrontò Manfredi di Sicilia sul campo di battaglia e avviò il processo di canonizzazione di Santa Rosa.
Non è invece un segreto la deformazione della piazza, dove si trovano la cattedrale e il palazzo del primo conclave della storia, venuta alla luce dopo che l’altro giorno gli operai hanno smontato la pista di pattinaggio sul ghiaccio allestita per il Natale. Un’altra anomalia. In un centro storico che sembrerebbe sprofondare giorno dopo giorno. Anno dopo anno. Con meno turisti e gente che ci abita. E adesso col colle che s’affaccia su Valle Faul messo veramente male. Una piazza che scricchiola. Prima il duomo, poi la soggetta e adesso la pavimentazione della piazza.
Secondo Pichardo, 38 anni, di cui 15 trascorsi in Italia, sotto piazza San Lorenzo potrebbero esserci “una cripta con alcune sepolture, dei cunicoli etruschi, diverse strutture murarie e forse una necropoli medievale”. Un contesto emerso grazie agli studi di geofisica.
“La geofisica – spiega Pichardo – analizza le caratteristiche fisiche delle rocce e dei terreni attraverso specifici macchinari ricavando infine una mappatura delle anomalie riscontrate. I resti archeologici sepolti possono infatti essere considerati come una modificazione del terreno. La geofisica, che è una tecnica non invasiva, va a misurare le differenze fisiche tra il resto archeologico e il terreno circostante. Laddove si riscontra un’anomalia potrebbe esservi una struttura antica che soltanto scavi successivi potrebbero confermare”.
E sotto piazza San Lorenzo, sopra la deformazione alla fine del Natale, “la geofisica – racconta Pichardo – c’ha fatto scoprire vuoti e masse metalliche. Anomalie che potrebbero corrispondere a un patrimonio di grande valore. Possibili tombe, mura e cunicoli che si dovrebbero ricollegare a tutto il resto della città. Un vero e proprio tessuto urbano sepolto a una ventina di metri di profondità al massimo. Un mondo tutto da scoprire”. Certo, piazza permettendo.