Viterbo – Ventitré cani lupo cecoslovacchi incrociati con lupi selvatici, specie protetta, scoperti dai carabinieri forestali in un allevamento nei pressi di Viterbo. Denunciato il titolare. Nove sono cuccioli.
È l’esito dell’operazione Cappuccetto Rosso, che a sua volta deriva dall’indagine Ave lupo che ha portato a sequestrare circa duecento cani ibridi.
I cuccioli trovati, insieme a tre femmine, sono stati portati la parco faunistico del Monte Amiata, sotta la supervisione di personale specializzato.
I carabinieri della sezione Cities di Roma e del distaccamento di Civitavecchia vanno avanti nelle indagini.
Il lupo selvatico è specie protetta e il possesso va autorizzato, in quanto animale ritenuto pericoloso.
Un lupo cecoslovacco può arrivare a costare tremila euro e in Italia esistono un centinaio di allevamenti.
Il decreto di perquisizione è stato emesso dalla procura della repubblica di Viterbo, nell’allevamento di cani lupo cecoslovacchi. Portando al sequestro di 23 esemplari, le cui caratteristiche sono riconducibili a lupi selvatici, incroci fra le due specie.
I reati ipotizzati sono la detenzione illegale di specie particolarmente protette dalla Cites e la loro tenuta in condizioni non compatibili con la loro natura.
All’operazione ha partecipato l’Enci (Ente nazionale cinofilia italiana) che ha fornito un contributo per il riconoscimento della specie.
L’attività dei carabinieri forestali ha messo in evidenza la prassi illecita, fanno sapere i militari, compiuta da alcuni allevatori di incrociare cani di razza lupo cecoslovacco con esemplari di lupo selvatico, per migliorarne le caratteristiche genetiche e morfologiche.
Presunzione di innocenza
Per indagato si intende semplicemente una persona nei confronti della quale vengono svolte indagini preliminari in un procedimento penale.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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