
Carabinieri – Operazione Cappuccetto Rosso
Viterbo – Cani incrociati con lupi selvatici, udienza straordinaria a luglio per il titolare 41enne dell’allevamento dell’Alta Tuscia, tra Valentano e Ischia di Castro, cui i carabinieri il 15 aprile 2021, nell’ambito dell’operazione Cappuccetto Rosso, hanno sequestrato 23 esemplari di lupi e di cani lupo cecoslovacchi, 12 dei quali furono trasferiti sull’Amiata, 9 cuccioli e 3 femmine.
Accusato di avere importato nell’Unione Europea e detenuto presso la propria abitazione 18 esemplari di lupo selvatico, specie considerata pericolosa per la salute e la pubblica incolumità, in condizioni incompatibili con la loro natura, l’imputato, cui nel frattempo è stata affidata la custodia dei cani sopravvissuti al sequestro di due anni fa, sarà giudicato con l’abbreviato chiesto dai difensori Andrea Danti e Monica Fortuna.
Rito che un caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena e che la difesa ha chiesto venisse condizionato all’audizione di una genetista, la consulente di parte Lisa Fiori. Parte civile l’Enpa, rappresentata in udienza dall’avvocato Anna Paradiso in sostituzione di Claudia Ricci, dopo l’esclusione dal processo dell’altra associazione animalista, Salviamo gli orsi della luna.
A marzo di quest’anno il Cites, su indicazione proprio dell’associazione “Salviamo gli orsi della luna”, assistita dall’avvocato Danilo Giacomelli, aveva individuato, controllato e reputato coerenti con l’etologia degli animali sequestrati due strutture italiane: l’Area faunistica del lupo, nel parco nazionale della Maiella – situata a 750 metri sul livello del mare che attualmente ospita due lupi, un maschio e una femmina, in stato di semi cattività – e il centro fauna selvatica il Pettirosso di Modena, specializzato nell’accoglienza di selvatici in difficoltà.
Dopo l’individuazione delle due strutture era partita l’organizzazione del trasferimento “meticolosamente preparato da un team di professionisti, tra cui veterinari esperti di animali selvatici e di tele-anestesia (una pratica di cattura di animali selvatici di esclusiva competenza di veterinari specializzati)”. Trasferimento poi bloccato dal giudice di Viterbo che ha deciso per la riassegnazione degli individui al vecchio proprietario, disponendo il loro trasferimento nell’allevamento in località Sant’Oreste dove, nel frattempo, l’allevatore ha trasferito la sua attività.

Carabinieri – Operazione Cappuccetto Rosso
In Italia si contano oltre 100 allevamenti di cani appartenenti alla razza lupo cecoslovacco, un cane di taglia medio-grande appartenente al gruppo dei pastori e bovari.
Nella primavera del 2021 i carabinieri della sezione operativa centrale del raggruppamento carabinieri del Cites, assieme a quelli del nucleo Cites del distaccamento di Civitavecchia, avevano dato seguito a un decreto di perquisizione emesso dalla procura della repubblica di Viterbo e, con un blitz congiunto a cui aveva partecipato anche l’Enci, l’Ente nazionale della cinofilia italiana, avevano sequestrato 23 esemplari, “le cui caratteristiche genetiche e fenotipiche sono riconducibili a lupi selvatici (Canis lupus sp) ovvero ad incroci fra le due specie”.
Sequestri e indagini da parte dei carabinieri Cites sono avvenuti nell’ambito dei controlli sulle ibridazioni fra lupo e cane lupo cecoslovacco, con la collaborazione dell’Enci, che in questi casi congela la posizione di alcuni soggetti nel libro genealogico. Le fattispecie di reato ipotizzate furono la detenzione illegale di specie particolarmente protette dalla Cites e la loro tenuta in condizioni non compatibili con la loro natura.
Il 41enne fu deferito all’autorità giudiziaria, mentre l’attività dei carabinieri forestali metteva in evidenza l’illecita prassi compiuta da alcuni allevatori di incrociare cani di razza lupo cecoslovacco con esemplari di lupo selvatico, per migliorarne le caratteristiche genetiche e morfologiche.

L’avvocato Anna Paradiso
“I cuccioli nati da tali incroci, che possono costare fino a 3mila euro, sono destinati alla vendita a cittadini privati – scrivevano i carabinieri in una nota – e potenzialmente possono costituire un pericolo per l’incolumità pubblica, considerato che sono esemplari con forti caratteristiche di selvaticità“.
Alle attività, come detto, ha partecipato anche l’Enci, che ha contribuito al riconoscimento della specie, riferendo di “prestare da mesi, con il doveroso e responsabile riserbo, la propria collaborazione tecnica ai carabinieri al fine di individuare le ibridazioni e di tutelare il lavoro di tanti allevatori che correttamente selezionano la razza”.
In attesa degli sviluppi dell’indagine, l’Ufficio centrale del libro ha congelato la posizione di alcuni soggetti e delle loro discendenze al Libro genealogico. L’Enci con l’occasione ha ribadito a suo tempo il proprio ruolo di “stretto collaboratore degli organi inquirenti, secondo le proprie competenze, “al fine di sostenere l’allevamento cinofilo italiano, che è improntato – conclude la nota – alla consapevole e responsabile selezione e al rispetto del benessere dei cani e di tutte le specie animali”.
Silvana Cortignani
Articoli: Cani cecoslovacchi incrociati con lupi selvatici, titolare a giudizio con l’abbreviato – Lupi selvatici tra i cani cecoslovacchi dell’allevamento, processo al via con gli animalisti in aula – Lupi venduti per cani, secondo il test del dna sono “figli di una lupa selvatica al 100 per cento” – Scoperti 23 cani incrociati con lupi selvatici, denunciato il titolare di un allevamento
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY