Viterbo – Cani incrociati con lupi selvatici, abbreviato anche per il proprietario di Raija morta durante il sequestro. Si è aperto ieri il processo per il milanese originario di Crotone coimputato dell’allevatore 41enne viterbese Armando Tiberi. Entrambi sono accusati in concorso di detenzione illegale di esemplari di specie selvatica protetta, in condizioni incompatibili con la loro natura.
Il coimputato per cui il processo si è aperto ieri, era il proprietario di Rajia, la femmina morta in modo atroce dopo essere rimasta gravemente ferita durante il sequestro e avere riportato l’amputazione di una zampa, per la quale gli animalisti hanno commentato: “Meglio morta che rinchiusa nel box di un canile”.
Secondo l’accusa, Raja sarebbe stata una femmina di lupo al cento per cento, fatta accoppiare con dei cani lupo. Avrebbe avuto caratteristiche etologiche evidenti, comportandosi a tutti gli effetti come un lupo.
È il seguito giudiziario dell’operazione “Cappuccetto Rosso” del 15 aprile 2021 condotta dai carabinieri Cites, sfociata nel sequestro di 23 esemplari di lupi e di cani lupo cecoslovacchi, 12 dei quali furono trasferiti sull’Amiata.
Lo scorso 19 aprile, i nove animali sopravvissuti sono stati restituiti in custodia all’allevatore.
Operazione Capuccetto Rosso – Il sequestro dei cani lupo cecoslovacchi presso l’allevamento
Tiberi, difeso dagli avvocati Andrea Danti e Monica Fortuna, ha scelto fin dall’inizio il rito abbreviato condizionato alla testimonianza della consulente di parte della difesa, la genetista pisana Lisa Fiore, sentita in aula lo scorso 7 luglio.
Il processo, rinviato al 19 gennaio, sarebbe dovuto riprendere lo scorso 29 settembre per ascoltare il consulente del pm Alberto Santini e quello dell’Enpa, Marco Galaverni.
Il 19 gennaio si deciderà anche dell’opportunità di unificare al processo “principale” anche quello al coimputato, V.O., 37 anni, difeso dall’avvocato Irene Laurenti che ieri si è vista accogliere la richiesta di procedere pure per lui con l’abbreviato, rito alternativo che in caso di condanna prevede lo sconto di un terzo della pena, condizionato anche per il suo assistito all’audizione della genetista Lisa Fiore.
Armando Tiberi – In braccio, uno dei cani cecoslovacchi tornati all’allevamento
Parte civile in entrambi i processi L’Enpa, con l’avvocato Anna Paradiso, mentre è stata estromessa da entrambi l’associazione Salviamo gli orsi della luna. La parte offesa ministero dell’ambiente non si è invece costituita parte civile.
Il 37enne è imputato in concorso con Tiberi per un solo esemplare di Canis Lupus specie lupo selvatico – per l’appunto la femmina di nome Rajia – importato nell’Unione Europea e detenuto senza la prescritta documentazione prevista dal Reg. CE 338/97 in quanto specie considerata pericolosa per la salute e la pubblica incolumità ai sensi del Dm 1.9.04.1.996 del ministero dell’ambiente.
Rajia è morta in modo atroce durante il sequestro, così come due cuccioli. La femmina è rimasta impigliata nella rete del recinto in adiacenza al gruppo dell’altra femmina e aggredita violentemente ad una zampa.
“Il trasporto in clinica, l’amputazione dell’arto ferito purtroppo non le hanno salvato la vita, ma preferiamo immaginarla libera per sempre che rinchiusa in un box di un canile”, il commento shock della portavoce dell’associazione “Salviamo gli orsi della luna”, Carmen Aiello.
Per gli animalisti Rajia era”un magnifico esemplare di lupo, percentuale del 98% attestato dalle analisi del consulente del pm Alberto Santini, che sarà sentito in tribunale il 19 gennaio.
Carabinieri – Operazione Cappuccetto Rosso – Uno dei cuccioli il giorno del sequestro
Secondo la consulente della difesa Fiore, i sequestri sarebbero stati disposti solo in base alla morfologia non su basi scientifiche, perché ad oggi non esisterebbe uno strumento scientifico certo per stabilire se la morfologia di un pastore cecoslovacco per natura ibrido discenda entro la quarta generazione da un lupo selvatico. “Parlare di sangue di lupo e Dna di lupo non significa nulla a livello genetico”, per la genetista.
Silvana Cortignani
Fotogallery: Cani da lupo cecoslovacchi – Il rientro nell’allevamento
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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