Valentina Rubino
Viterbo – Schianto di carnevale sulla Cimina, arrestato per omicidio stradale aggravato il fidanzato di Valentina Rubino. Era lui al volante. Lo ha confessato lo stesso indagato, consegnandosi spontaneamente alle autorità nei giorni scorsi.
All’inizio della settimana è scattata la misura di custodia cautelare degli arresti domiciliari. Ieri è stato interrogato, prendendosi la piena responsabilità dell’accaduto davanti al giudice per le indagini preliminari. “Ero io a guidare, sono distrutto dal dolore e dal rimorso”, avrebbe detto il giovane, che sarebbe apparso molto provato, rispondendo a tutte le domande del magistrato. Nell’immediatezza avrebbe negato di essere lui alla guida.
Il giovane, un 25enne d’origine egiziana che era ubriaco al momento dell’incidente, si è costituito la settimana scorsa, accompagnato dal suo legale, l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta, ammettendo di essere lui alla guida verso le due della notte tra il primo e il 2 marzo, quando la vettura Alfa Romeo intestata al padre di Valentina – sulla quale stavano viaggiando quattro amici, due ragazzi e due ragazze – ha sbandato all’altezza del chilometro 11 nei pressi del bivio per San Martino, finendo fuori strada e schiantandosi contro un albero.
Sull’incidente la procura della repubblica di Viterbo ha immediatamente aperto un fascicolo contro ignoti, del quale è titolare il pubblico ministero Michele Adragna, davanti al quale l’arrestato ha confessato di essere lui alla guida del mezzo, ribadendolo nel corso dell’interrogatorio di garanzia che si è tenuto ieri davanti al gip.
Il giovane sarebbe stato al volante e Valentina seduta al suol fianco, sul sedile passeggero. L’altra coppia sarebbe invece stata seduta dietro. La comitiva stava facendo rientro a Viterbo dopo avere trascorso la serata di martedì grasso in discoteca.
Ad avere la peggio sono state le due donne. Le condizioni della 24enne sono apparse subito gravissime e a nulla è servito il disperato tentativo di salvarle la vita da parte del personale sanitario dell’ospedale di Belcolle. E’ stata dichiarata morta sabato 5 marzo, dopo quattro giorni di ricovero e una gara di solidarietà che ha visto mobilitata l’intera provincia per reperire sacche di sangue 0 Rh negativo, lasciando il padre e il fratello Vincenzo.
In gravi condizioni anche l’altra ragazza che era a bordo del veicolo, ricoverata nell’immediatezza in terapia intensiva, anche se non in pericolo di vita. Il conducente è indagato anche per il reato di lesioni stradali.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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