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Tribunale - Schianto sulla Cimina - Imputato di omicidio stradale aggravato un 25enne agli arresti domiciliari da otto mesi

Morte di Valentina Rubino, abbreviato per il fidanzato che era alla guida ubriaco

di Silvana Cortignani
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Valentina Rubino

Valentina Rubino


Viterbo – Schianto mortale sulla Cimina, processo lampo per il fidanzato di Valentina Rubino, agli arresti domiciliari da otto mesi per omicidio stradale aggravato dalla guida in stato di ebbrezza. 

Sarà giudicato il prossimo 30 novembre nel corso di un’udienza a porte chiuse dal gip Savina Poli con l’abbreviato, rito che prevede lo sconto di un terzo della pena, chiesto dalla difesa dopo l’accoglimento di richiesta di giudizio immediato della procura da parte del tribunale. Parti civili i familiari della vittima e dell’amica rimasta gravemente ferita nell’incidente.

Imputato un 25enne d’origine egiziana, ubriaco al momento dell’incidente, che sulle prime ha negato di essere lui alla guida, salvo costituirsi a distanza di una decina di giorni, presentandosi in procura accompagnato da un legale, l’avvocato Marco Valerio Mazzatosta. 


Michele Adragna

Il pm Michele Adragna


Sulle prime il 25enne ha negato di essere lui alla guida verso le due della notte di martedì grasso, tra il primo e il 2 marzo scorso, quando la vettura Alfa Romeo intestata al padre di Valentina – sulla quale stavano viaggiando quattro amici, due ragazzi e due ragazze – ha sbandato all’altezza del chilometro 11 nei pressi del bivio per San Martino.

“Ero io al volante”, ha confessato alcuni giorni dopo, consegnandosi spontaneamente alle autorità. “Ero io a guidare, sono distrutto dal dolore e dal rimorso”, avrebbe ribadito, rispondendo a tutte le domande del magistrato durante l’interrogatorio di garanzia dello scorso 25 marzo.

Il giovane sarebbe stato al volante e Valentina seduta al suo fianco, sul sedile passeggero. L’altra coppia sarebbe invece stata seduta dietro. 

Sull’incidente la procura della repubblica di Viterbo ha immediatamente aperto un fascicolo, inizialmente contro ignoti, del quale è titolare il pubblico ministero Michele Adragna, davanti al quale l’arrestato ha confessato di essere lui alla guida del mezzo. 


Marco Valerio Mazzatosta

Il difensore Marco Valerio Mazzatosta


Ad avere la peggio sono state le due donne. Le condizioni della 24enne sono apparse subito gravissime e a nulla è servito il disperato tentativo di salvarle la vita da parte del personale sanitario dell’ospedale di Belcolle. E’ stata dichiarata morta sabato 5 marzo, dopo quattro giorni di ricovero e una gara di solidarietà che ha visto mobilitata l’intera provincia per reperire sacche di sangue 0 Rh negativo, lasciando il padre e il fratello Vincenzo.

In gravi condizioni anche l’altra ragazza che era a bordo del veicolo, ricoverata nell’immediatezza in terapia intensiva, anche se non in pericolo di vita. Il conducente è indagato anche per il reato di lesioni stradali.

Silvana Cortignani


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Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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25 novembre, 2022

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