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Tribunale - Imputata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione una 32enne - Anche lei vittima di una banda criminale

Da guardiana a complice della lucciola, la aiuta a scappare ma finisce a processo

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Carabinieri - Operazione contro la prostituzione - Foto d'archivio

Carabinieri – Operazione contro la prostituzione – Foto d’archivio


Civita Castellana – (sil.co.) – Maxinchiesta su un giro di lucciole romene sfruttate da due bande di criminali composte da connazionali a Orte e sulla Flaminia, è ripreso ieri uno dei processi scaturiti dai due filoni delle indagini condotte dai carabinieri tra la fine del 2015 e il 2016, dopo la denuncia di aggressione da parte di una delle ragazze che per prima ha fatto i nomi degli sfruttatori.

Nel comprensorio di Civita Castellana, una delle prostitute, costretta oltre che a battere sulla consolare anche a fare da “controllora”, si sarebbe alleata con la vittima da lei sorvegliata, aiutandola a fuggire dall’orrore. Il che non le ha impedito di finire sotto processo. 

Il particolare è emerso nel corso dell’udienza di ieri del processo in cui la “controllora”, proprio per questo ruolo, è accusata di favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione ai danni di due giovanissime connazionali. L’imputata nel frattempo, dopo l’operazione dei carabinieri che nel 2016 ha sgominato il traffico, si sarebbe volatilizzata, scappando a sua volta, sembrerebbe alla volta della Romania.

Difesa dall’avvocato Alberto Parroccini, la donna, che ha oggi 32 anni, non si è mai vista in tribunale, dove ieri ha testimoniato l’ex comandante del Norm della compagnia carabinieri di Civita Castellana, capitano Simone Vecchiarello. 

La 32enne avrebbe preteso dalle colleghe più giovani, secondo l’accusa reclutate in patria e avviate al meretricio non appena sbarcate in Italia, la metà del loro “incasso” giornaliero. Il 50%, in cambio di una piazzola “sicura” e di un “alloggio” nella capitale, da dove venivano tutti i giorni a “lavorare” nel Viterbese coi mezzi pubblici. La banda, secondo le indagini, operava con analoghe modalità anche ad Arezzo.

La prova del “servizio di guardiania a pagamento” starebbe in una delle telefonate intercettate tra l’imputata e un certo George. “George non è stato mai identificato, ma si capisce che è uno di cui lei si fida – ha spiegato il testimone – in una delle conversazioni captate, lei gli dice che quel giorno era sulla Flaminia non per prostituirsi, ma solo per fare da controllore: ‘Oggi faccio soltanto la guardia’. L’interlocutore allora le risponde ‘ma devi prendere 200 euro solo per stare lì’. Al che la donna replica: “Ma non ha fatto neanche 50 euro’ (riferendosi alla collega che sta badando, ndr)”.

“Ci sono due fasi – prosegue il capitano – la prima fase è quella in cui l’imputata ha solo il ruolo di controllare l’altra prostituta sul posto di lavoro, motivo per cui viene pagata 200 euro, mentre la seconda fase è quella in cui diventa complice della vittima, alla quale è perfino proibito avere un telefonino. Questa fase omincia con l’imputata che le presta il suo, perché possa almeno chiamare la sorella. Poi si allea con lei per aiutarla a scappare”.

Il primo tentativo di fuga va a vuoto: “L’imputata, temendo che i vertici della banda se la sarebbero presa con lei, decide che la connazionale scapperà mentre lei sta in Romania così non potranno darle la colpa, ma il piano non va in porto. Allora decidono che la fuga avverrà un giorno in cui lei resterà nella casa di Roma facendo finta di stare male. Il giorno fissato è il 24 febbraio 2016, la data in cui poi effettivamente la ragazza, che lei solitamente sorvegliava a vista, riesce per l’appunto a scappare e a sottrarsi agli sfruttatori”. 

Il processo riprenderò il prossimo 4 ottobre. 


Due filoni della stessa inchiesta

Orte: Guerra tra bande per il controllo delle piazzole, si cercano le lucciole – Prostituzione, guerra tra bande per il controllo delle piazzole

Civita Castellana: Prostituzione sulla Flaminia, “capo lucciola” pretende la metà degli incassi dalle colleghe – Lucciole sulla Flaminia, misterioso il gergo di strada degli sfruttatori – Venticinque euro al giorno per battere in una piazzola sulla Flaminia – Gruppo di lucciole sulla Flaminia, alla sbarra quattro sfruttatori – Fatta prostituire non appena sbarcata dall’aereo arrivato dalla Romania – Portava ragazze a prostituirsi


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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13 aprile, 2022

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