Viterbo – (sil.co.) – È finito nuovamente in carcere per la tentata rapina messa a segno il 7 aprile 2021 in una farmacia di Grosseto. Si tratta del pluripregiudicato 44enne viterbese attualmente a processo davanti al collegio del Riello, col presunto complice siciliano, per la rapina alla cooperativa Doganella di Canino del 6 novembre 2020.
Rapinatori seriali di farmacie – Ripreso dalle telecamere uno dei rapinatori di Canino
Nella tarda mattinata di venerdì i carabinieri della compagnia di Viterbo gli hanno notificato nel capoluogo il provvedimento dell’ufficio esecuzioni penali della procura della repubblica presso il tribunale di Grosseto in forza del quale A.N.S., già agli arresti domiciliari per la rapina di Canino, è stato arrestato e condotto presso la casa circondariale di Mammagialla, poiché ritenuto responsabile di tentata rapina e violazione degli obblighi inerenti la sorveglianza speciale, commessi il 7 aprile 2021 nel capoluogo toscano.
Per la tentata rapina in Toscana, il 44enne è stato condannato a 3 anni e 3 mesi e 500 euro di multa il 3 novembre 2021 dal collegio del tribunale di Grosseto. Tre anni e 2 mesi al complice.
Il 14 aprile 2022, sempre assieme a un complice, è stato condannato in primo grado dal tribunale di Terni a 4 anni e 8 mesi con lo sconto di un terzo dell’abbreviato scelto dal difensore Luigi Mancini per due rapine a mano armata messe a segno in un sol giorno, il 29 marzo 2021, a distanza di poche ore l’una dall’altra, in Umbria. La prima a Terni, la seconda a Ponte San Giovanni, in provincia di Perugia.
Rapinatori seriali di farmacie – Ripreso dalle telecamere uno dei rapinatori di Canino
Il 7 aprile di due anni fa, a Grosseto, il 44enne viterbese entrò in farmacia quasi all’orario di chiusura e, approfittando del fatto che non c’erano tante persone, con la pistola in pugno e il volto coperto, chiese con violenza alla commessa che gli venisse consegnato tutto l’incasso, ma l’apertura delle casse temporizzata non gli permise di mettere a segno il furto.
L’uomo scappò e con l’auto insieme al suo complice, una Fiat Punto, fu poi intercettato sull’Aurelia all’altezza di Gavorrano, dove una volante della polizia riuscì a fermare i due uomini, poi finiti in carcere. Prima dell’arresto, la coppia aveva tentato una rocambolesca fuga per la vie di Grosseto.
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Quando furono fermati dalle volanti, nel cofano della Fiat Punto fu trovata la Beretta calibro 9, la stessa che, pochi minuti prima, era stata puntata contro i farmacisti.
In carcere – poi ai domiciliari quindi di nuovo in carcere – il rapinatore seriale è finito la prima volta proprio per il tentato colpo alla farmacia di Grosseto, sventato il 7 aprile 2021 con l’arresto in flagranza. Nella casa circondariale del capoluogo toscano è stato poi raggiunto dalle ulteriori misure di custodia cautelare emesse dai gip dei tribunali di Terni e Viterbo.
Per la rapina a Canino, il 44enne e il complice sono stati identificati e arrestati a distanza di due anni, nella primavera del 2022, traditi dalle tracce di Dna rilevato dai carabinieri del Ris sulla scena del crimine.
Rapine seriali in farmacia
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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