Ubaldo Manuali
Viterbo – Si aggrava la posizione di Ubaldo Manuali, il netturbino 59enne arrestato lo scorso 12 settembre per violenza sessuale plurima e diffusione dei video delle vittime, abusate dopo averle stordite con un farmaco narcotico disciolto nei drink..
Incastrato non solo dai video ma anche dal Dna, il “Keanu Reeves de noantre” avrebbe stuprato tutte e tre le vittime. Anche l’unica di cui non sono stati rinvenuti filmati.
Un ultimo tassello che potrebbe portare alla chiusura in tempi brevi delle indagini e alla richiesta al gip di giudizio immediato che, qualora accolta, significherebbe per Manuali il processo in tempi brevissimi. Il che potrebbe tradursi nell’eventuale richiesta, da parte della difesa, per ridurre i danni visto che l’indagato rischia grosso, di chiudere la vicenda giudiziaria ricorrendo a uno dei riti alternativi che prevedono in caso di condanna lo sconto di un terzo della pena.
Manuali, secondo quanto emerso, avrebbe dunque drogato e stuprato tutte e tre le vittime. Anche Stefania Loizzi, la 48enne che per prima lo ha denunciato lo scorso mese di gennaio, quando si è recata a farsi refertare all’ospedale San Pietro di Roma, dando il via alle indagini della procura di Tivoli, poi passate al pm Michele Adragna della procura della repubblica di Viterbo per competenza territoriale quando si è scoperto che la prima delle tre presunte vittime è una quarantenne di Capranica abusata a settembre 2022. Di lei avrebbe abusato la notte tra il 14 e il 15 gennaio 2023.
Mentre delle altre due vittime esistono i video inviati da Manuali ai suoi amici, della 48enne esisteva fino a pochi giorni fa solo il referto del pronto soccorso che dimostrava l’assunzione di benzodiazepine. Adesso ci sarebbe anche il match positivo tra il Dna del 58enne e il Dna rinvenuto nel liquido seminale recuperato dalla scientifica sulla “scena del crimine”, ovvero a casa della donna, dal quale, con le analisi di laboratorio, è stato estratto un profilo corrispondente per l’appunto all’arrestato.
“Non ricordo niente, solo che ho bevuto un sorso di vino”, avrebbe spiegato al pubblico ministero viterbese Stefania Loizzi, che oltre ad essere uscita allo scoperto sulla stampa, è stata sentita dal sostituto Adragna presso la procura di via Falcone e Borsellino, confermando senza tentennamenti la medesima versione dei fatti riferita agli investigatori al momento della denuncia.
Ubaldo Manuali
Secondo l’accusa Ubaldo Manuali avrebbe stordito di nascosto con dei sedativi nelle bevande donne che avrebbe agganciato su Facebook.
“Mi ha chiesto l’amicizia su Facebook a fine 2020. Ho visto che in comune avevamo un’amica. Lei mi ha detto che era una persona tranquilla e simpatica e allora ho accettato l’amicizia”, avrebbe spiegato Stefania Loizzi. “Lui mi parlava della figlia, della sua frequentazione in chiesa, del suo padre spirituale”. Lei si sarebbe fidata e gli ha dato il numero di cellulare. La prima volta che si sono visti le avrebbe portato rosari e santini. “Ci vedevamo sempre fuori casa, lui faceva delle foto anche se io non volevo. Poi mi ha detto che gli interessavo come persona. Gli ho risposto che potevamo essere solo amici. Sono passati dei mesi senza vederci”. Ma in seguito sarebbe tornato alla carica. La data è il 14 gennaio 2023.
“Quella sera mi ha chiamato, avevo un braccio ingessato per una frattura, avevo perso da poco mia mamma. Era un brutto periodo. Prima mi ha detto che passava a prendermi e che cenavo a casa sua. Non volevo, non mi andava, poi ho accettato”. A quel punto, secondo Stefania, sarebbe scattata la trappola. “Mi ha richiamata dicendo che portava la cena a casa mia: dall’antipasto al dolce, fino al vino. Ero giù, ho accettato. Una volta a casa mia ha aperto il prosecco per fare un brindisi. Ho bevuto e mi ricordo solo che ero andata in cucina a prendere le patate. Poi, il buio”.
Loizzi dice di essersi risvegliata di notte improvvisamente nel suo letto con lui accanto: “Non riuscivo a vedere bene. Ho trovato una sua mano sulla faccia, ho reagito male e gli ho detto: “Schifoso, che fai nel mio letto?”. Lui mi ha risposto che mi ero sentita male e che non voleva lasciarmi sola. Ho avuto la forza di voltarmi e ho visto che era senza pantaloni ma sono crollata”. La mattina seguente è andata dal suo medico: “Lui mi ha detto ‘Oddio, mi stai sconvolgendo’ e mi ha consegnato un foglio urgente per il pronto soccorso. Nel mio sangue i medici hanno trovato la droga dello stupro”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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