Viterbo – Accusato da tre donne di violenza sessuale, Manuali insiste sfogandosi con Tusciaweb: “Consenzienti e bugiarde”. L’istruttoria del processo si è chiusa ieri dopo avere sentito l’ultimo testimone della difesa, un ristoratore: “Non ho visto Manuali masturbarsi sotto il tavolo del mio locale mentre era a cena con Stefania Loizzi”. È ripreso ieri dopo la pausa estiva il processo al netturbino di Fiano accusato dal pubblico ministero Michele Adragna di violenza sessuale plurima ai danni di tre vittime – una di Capranica, una di Alatri e una di Mazzano Romano – che avrebbe narcotizzato, filmato e stuprato tra settembre 2022 e gennaio 2023 dopo averle conosciute su Facebook.
Tribunale – Ubaldo Manuali e Stefania Loizzi
La testimonianza del titolare del locale, un ristorante-pizzeria sulla Flaminia a Roma frequentato da Manuali, nell’ottica dei difensori Pier Francesco Mazzini e Fabio Frattini, in vista della discussione, rinviata a lunedì prossimo, dovrebbe servire presumibilmente a minare l’attendibilità della Loizzi, la quale ha raccontato di avere avuto quell’impressione, una sera che erano usciti a cena insieme.
Restano comunque tre le donne che, pur non conoscendosi tra loro, gli rivolgono accuse fotocopia, riconducibili a un medesimo modus operandi. Eppure Manuali insiste: “Consenzienti, bugiarde e pure traditrici seriali”, si sfogava ieri in tribunale con Tusciaweb. “Una ha messo le corna al compagno almeno due volte e lui l’ha sputtanata via social”, ha proseguito. “E ci sono pure delle foto che le ritraggono abbracciate a me, felici. E anche altre dove sono invece in pose sexy e ammiccanti”, ha concluso. parlando tra una pausa e l’altra dell’udienza.
Stefania Loizzi, anche ieri presente in aula come sempre, è come noto la donna che all’alba del 16 gennaio 2023 si sarebbe trovata Ubaldo Manuali nel letto dopo una serata trascorsa con l’uomo a casa sua e, sentendosi male, avrebbe poi scoperto in ospedale di avere in corpo delle benzodiazepine che non aveva assunto, per cui è corsa a denunciarlo.
Sono scattate così le indagini e il sequestro dei cellulari del netturbino 59enne di Fiano Romano,”sosia di Keanu Reeves”, all’interno dei quali sono state trovate chat, foto e video condivisi con gli amici dal contenuto pornografico, che hanno consentito agli investigatori di identificare altre due vittime.
Tutte e tre si sono costituite parte civile al processo, ripreso ieri mattina davanti al collegio del tribunale di Viterbo. Sono assistite dagli avvocati Bruno Novelli Valerio Zappulla e Alessandro Moratti.
Il ristoratore ha parlato di un piccolo locale, con tavoli a vista e 4-5 dipendenti, dicendo di conoscere sia Manuali che la Loizzi e di averli avuti più volte come clienti. “Non ho visto Manuali masturbarsi sotto il tavolo”, ha detto, spiegando che “l’ultima cena” della coppia risalirebbe a “qualche mese fa”… in realtà ad almeno un paio di anni fa, se si considera che la denuncia risale a gennaio 2023 e che Manuali è ai domiciliari già da più di un anno, da settembre 2023.
Manuali, interrogato all’udienza dello scorso 18 luglio, aveva ribadito più e più volte che le parti offese “erano consenzienti, non sono un mostro, a sessant’anni non ho bisogno di fare certe cose per andare con una donna”, ammettendo solo “è stato un errore fare il video”. “La verità è che queste erano consenzienti, ho sbagliato a mandare il video, ma non sono un mostro”, ha ribadito Manuali fino all’ultimo. E così ancora ieri. Fra una settimana, se non ci saranno intoppi, potrebbe essere il giorno della sentenza di primo grado.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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