Grotte di Castro – (e.c.) – Ad altissima velocità per seminare l’elicottero dei carabinieri, buttano via la droga per cercare di eliminare le prove.
La scena, simile a quella dei film d’azione, ha avuto come scenario le strade urbane ed extraurbane di Grotte di Castro nel giorno di San Valentino.
I protagonisti della vicenda, raggiunto in macchina un bosco spesso teatro di spaccio di droga, non si aspettavano di essere sorpresi dai carabinieri che sorvolavano la zona in elicottero.
Grotte di Castro – L’intervento dei carabinieri
I militari, infatti, avevano messo in atto speciali servizi di prevenzione e di perlustrazione del territorio.
Proprio durante il sorvolo su località Pian di Stella, i carabinieri hanno notato la macchina ferma a bordo strada e un uomo intento ad addentrarsi nella vegetazione probabilmente per acquistare droga.
Ma una volta visti i carabinieri, l’uomo e le due donne che lo stavano aspettando all’interno della macchina, si sono dati ad una fuga rocambolesca per le strade di Grotte di Castro.
Hanno percorso le arterie a tutta velocità, azzardando diversi sorpassi, per poi essere bloccati da una macchina dei carabinieri che nel frattempo gli si è parata davanti, non dandogli scampo.
Grotte di Castro – L’intervento dei carabinieri
Durante la fuga i tre hanno buttato via un involucro di cellophane contenente un grammo di cocaina, una pipetta artigianale in alluminio e altro materiale per il taglio della droga. Tutto rinvenuto dai carabinieri e posto sotto sequestro.
“Le attuali proliferazioni di nuove droghe – hanno fatto sapere dall’Arma -, sempre più forti, nonché le modalità dell’evento, inducono gli inquirenti a ritenere che si possa essere di fronte ad un tentativo di produzione artigianale di crack”.
L’elicottero dei carabinieri
L’uomo e le due donne sono stati denunciati a piede libero per resistenza a pubblico ufficiale. Le indagini, coordinate dalla procura della Repubblica di Viterbo, proseguono per fare chiarezza.
Da identificare, invece, le persone che stavano spacciando nel bosco che sono riuscite a dileguarsi nelle campagne della Tuscia.
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.