Roma – Regali di lusso, il prezzo della corruzione. Appena novemila euro, secondo la difesa. Discariche in cambio di viaggi e gioielli, dalla borsa Prada da 1800 euro al bracciale Cartier da 3.500 euro, secondo l’accusa. È per questo che ieri Flaminia Tosini e Valter Lozza sono stati condannati a sei anni di reclusione ciascuno in primo grado anche per corruzione. Tre anni dopo gli arresti domiciliari scattati per entrambi il 16 marzo 2021.
Regione Lazio – Nei riquadri l’ex dirigente Flaminia Tosini e l’imprenditore Valter Lozza
I giudici della seconda sezione collegiale hanno ritenuto inoltre i legali rappresentanti delle società Ngr Srl e Mad Srl colpevoli dell’illecito amministrativo previsto dal decreto legislativo 231 del 2001, condannandoli al pagamento di una sanzione di oltre 30.900 euro.
L’ex dirigente regionale all’ambiente Tosini e l’imprenditore Lozza sono finiti imputati per corruzione, concussione e turbativa d’asta nell’ambito di un’indagine nata sul finire del 2019 e coordinata dai procuratori aggiunti Paolo Ielo e Nunzia D’Elia sulla gestione dei rifiuti della cava di Monte Carnevale a Ponte Galeria. Per loro la procura aveva chiesto una condanna a quattro anni, due di meno, con proscioglimento da turbativa d’asta.
I carabinieri del Noe di Roma si sarebbero insospettiti per un eccessivo interessamento, da parte della ex dirigente della Regione Lazio, per una trattativa privata tra l’imprenditore titolare della Mad e la società Ngr proprietaria di una cava in località Monte Carnevale, tra i siti che avrebbero potuto accogliere la nuova discarica di rifiuti urbani della capitale.
Secondo l’accusa, grazie a preziose regalie, gioielli, vacanze e benefit elargiti da Lozza a Tosini, l’imprenditore sarebbe stato agevolato nelle autorizzazioni per la realizzazione di nuove discariche, proprio come quelle di Monte Carnevale, o per ampliare quelle già autorizzate come a Roccasecca.
Marco Valerio Mazzatosta
Lozza, secondo gli inquirenti e i carabinieri del comando tutela ambientale che hanno condotto le indagini, avrebbe ottenuto indebitamente da Tosini l’autorizzazione, a favore della sua società Ngr Srl, per la trasformazione della discarica dei rifiuti inerti di Monte Carnevale a nuovo sito di smaltimento dei rifiuti derivanti dal trattamento di Rsu di Roma Capitale. La cosiddetta Malagrotta 2, poiché limitrofa alla discarica di Valle Galeria chiusa da anni.
Le indagini, secondo l’accusa, avrebbero portato alla luce un meccanismo che avrebbe permesso all’imprenditore di ottenere autorizzazioni ad ampliare, o a progettare impianti di rifiuti, dietro l’elargizione di regali di lusso e vacanze. “Gli interessi pubblici sono stati piegati a quelli privati”, aveva detto il pm Rosalia Affinito lo scorso 14 febbraio nella sua requisitoria, al termine della quale aveva chiesto una condanna a 4 anni ciascuno, diventati sei in camera di consiglio.
Una “operazione straordinaria”, così Lozza aveva definito in una intercettazione telefonica con Tosini la terra sbancata da lavori dalla discarica di Civitavecchia di Lozza, “venduta” per realizzare il capping alla discarica di Bracciano di cui era commissario straordinario la stessa Tosini. Quella terra che avrebbe dovuto essere trattata come rifiuto, e quindi smaltita con esborso di soldi da Lozza, secondo l’accusa gli avrebbe invece fruttato 265mila euro. Tosini avrebbe dato a Lozza “consigli su come proteggersi dai controlli dell’Arpa, da quelli della polizia giudiziaria e dai controlli della stessa Regione Lazio”.
Di “grande amarezza” parla l’avvocato viterbese Marco Valerio Mazzatosta, storico difensore di Tosini, pronto a presentare appello dopo che saranno state depositate le motivazioni della sentenza, per le quali il collegio si è preso 90 giorni. “Il prezzo della corruzione – sottolinea Mazzatosta – sarebbe di 9mila euro, per l’esattezza 9035 euro, in doni che i due si sarebbero fatti”. “Non c’è corruzione, c’è amarezza”, ribadisce il legale.
Lozza è difeso invece da Cesare Placanica. Parte civile l’associazione ambientalista Raggio Verde – con l’avvocato Vittorina Teofilatto – che in un post sulla pagina Facebook si dice “felice per il giusto esito del processo di primo grado per corruzione dell’ingegnere Tosini e del signor Lozza nella opaca vicenda della discarica di Monte Carnevale. Questo esito invita i cittadini a reagire ai soprusi e ad avere fiducia nella giustizia”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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