Roma – “Discariche in cambio di gioielli, Tosini gestiva la funzione pubblica ispirata alle logiche del profitto del Lozza” . Depositate le motivazioni della sentenza di primo grado con cui l’ex funzionaria regionale e l’imprenditore sono stati condannati a 8 anni ciascuno di reclusione.
Regione Lazio – Nei riquadri l’ex dirigente Flaminia Tosini e l’imprenditore Valter Lozza
È la nota vicenda delle discariche in cambio di viaggi e gioielli. Sono uscite le motivazioni della sentenza di primo grado con cui il tribunale di Roma, lo scorso 8 maggio, ha condannato a sei anni di reclusione ciascuno l’ex dirigente regionale del settore rifiuti Flaminia Tosini e l’imprenditore delle discariche Valter Lozza. Entrambi finiti agli arresti domiciliari il 16 marzo 2021.
“Facciamo strategia”, avrebbe detto a Lozza la Tosini, che nei suoi confronti avrebbe avuto un atteggiamento di “protezione”.
Per i magistrati di piazzale Clodio il rapporto tra i due era “caratterizzato da una profonda contaminazione fra aspetti intimi con quelli professionali del Lozza”. Un connubio nell’ambito del quale colpisce “la disinvoltura con la quale la Tosini gestiva la funzione pubblica, che veniva ispirata alle logiche del profitto del Lozza e volte a massimizzare i risultati per lui ottenibili attraverso la propria posizione”.
La Tosini, viene ribadito, ha ricevuto da Lozza molti regali costosi: un bracciale Cartier del valore di 3900 euro, una borsa Prada del valore di 1950 euro, un altro bracciale modello “chiodo” del valore di 3150 euro e un portachiavi Cartier del valore di 430 euro.
Di “grande amarezza” aveva parlato il giorno della condanna l’avvocato viterbese Marco Valerio Mazzatosta, storico difensore di Tosini, pronto a presentare appello. “Il prezzo della corruzione – sottolinea Mazzatosta – sarebbe di 9mila euro, per l’esattezza 9035 euro, in doni che i due si sarebbero fatti”. “Non c’è corruzione, c’è amarezza”, ribadisce il legale. Lozza è difeso invece da Cesare Placanica. Parte civile l’associazione ambientalista Raggio Verde.
L’ex dirigente regionale all’ambiente Tosini e l’imprenditore Lozza sono finiti imputati per corruzione, concussione e turbativa d’asta nell’ambito di un’indagine nata sul finire del 2019 e coordinata dai procuratori aggiunti Paolo Ielo e Nunzia D’Elia sulla gestione dei rifiuti della cava di Monte Carnevale a Ponte Galeria. Per loro la procura aveva chiesto una condanna a quattro anni, due di meno, con proscioglimento da turbativa d’asta.
I giudici della seconda sezione collegiale, come si ricorderà, hanno inoltre ritenuto i legali rappresentanti delle società Ngr Srl e Mad Srl colpevoli dell’illecito amministrativo previsto dal decreto legislativo 231 del 2001, condannandoli al pagamento di una sanzione di oltre 30.900 euro.
Le indagini, secondo l’accusa, avrebbero portato alla luce un meccanismo che avrebbe permesso all’imprenditore di ottenere autorizzazioni ad ampliare, o a progettare impianti di rifiuti, dietro l’elargizione di regali di lusso e vacanze. “Gli interessi pubblici sono stati piegati a quelli privati”, aveva detto il pm Rosalia Affinito lo scorso 14 febbraio nella sua requisitoria, al termine della quale aveva chiesto una condanna a 4 anni ciascuno, diventati sei in camera di consiglio.
I carabinieri del Noe di Roma si sarebbero insospettiti per un eccessivo interessamento, da parte della ex dirigente della Regione Lazio, per una trattativa privata tra l’imprenditore titolare della Mad e la società Ngr proprietaria di una cava in località Monte Carnevale, tra i siti che avrebbero potuto accogliere la nuova discarica di rifiuti urbani della capitale.
Secondo l’accusa, grazie a preziose regalie, gioielli, vacanze e benefit elargiti da Lozza a Tosini, l’imprenditore sarebbe stato agevolato nelle autorizzazioni per la realizzazione di nuove discariche, proprio come quelle di Monte Carnevale, o per ampliare quelle già autorizzate come a Roccasecca.
Lozza, secondo gli inquirenti e i carabinieri del comando tutela ambientale che hanno condotto le indagini, avrebbe ottenuto indebitamente da Tosini l’autorizzazione, a favore della sua società Ngr Srl, per la trasformazione della discarica dei rifiuti inerti di Monte Carnevale a nuovo sito di smaltimento dei rifiuti derivanti dal trattamento di Rsu di Roma Capitale. La cosiddetta Malagrotta 2, poiché limitrofa alla discarica di Valle Galeria chiusa da anni.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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