Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Imputato Giuseppe Trovato, detenuto da oltre cinque anni al 41 bis nel carcere di Nuoro - È accusato anche di avere nascosto al fisco centomila euro

Mafia viterbese, l’ex boss dei compro oro alla sbarra per ricettazione di gioielli rubati

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:


Guardia di finanza

Guardia di finanza

Il boss di mafia viterbese Giuseppe Trovato

Il boss di mafia viterbese Giuseppe Trovato

Viterbo – Nei negozi di compro oro del boss, ai tempi di mafia viterbese, sarebbero passati oltre 4 chili di gioielli rubati e riciclati in cinque anni. Per l’accusa, inoltre, avrebbe evaso 100mila euro. 

Il boss è nella fattispecie Giuseppe Trovato, in carcere da oltre cinque anni ma tuttora alle prese con uno dei processi scaturiti dalla maxi inchiesta “Erostrato”, coordinata dalla Dda di Roma, sfociata nel blitz del 25 gennaio 2019, quando furono messi a segno dai carabinieri i tredici arresti che sgominarono il sodalizio criminale italo-albanese che per due anni, tra il 2017 e il 2018, ha messo Viterbo letteralmente a ferro e fuoco.

È ripreso martedì davanti al collegio presieduto dal giudice Daniela Rispoli  il processo che vede imputato di evasione fiscale e ricettazione, nelle sue vesti di (ex) imprenditore, il 47enne calabrese originario di Lamezia Terme che, quando finì in manette, viveva a Viterbo da una ventina di anni ed era titolare di tre negozi di compro oro.

Trovato è comparso davanti ai giudici in videoconferenza dal carcere di Nuoro, dove è ristretto al 41 bis per scontare la condanna per associazione a delinquere di stampo mafioso, assistito dall’avvocato viterbese Luca Ragonesi in sostituzione dello storico difensore di fiducia Giuseppe Di Renzo. L’indagine porta la firma della guardia di finanza e riguarda il periodo dal 2013 al 2018.

Al centro del processo le attività dei suoi tre compro oro di via della Palazzina, via Garbini e via Cavour, passate al setaccio dalla fiamme gialle, in concomitanza con l’inchiesta dell’antimafia. Secondo la finanza, il boss avrebbe compiuto “operazioni tali da ostacolare l’identificazione della provenienza delittuosa dei beni”, attraverso false compilazioni o annotazioni sui registri per le ispezioni delle autorità di pubblica sicurezza.

Durante l’ultima udienza è stato sentita ancora una testimone della lista del pubblico ministero, la quale ha confermato di avere effettuato  lei quattro vendite su cinque, di orecchini di famiglia, disconoscendone per l’appunto una, da 800 euro. Già in passato erano stati sentiti clienti che hanno venduto gioielli e preziosi a più riprese nei compro oro di Trovato senza completare le schede, che poi sarebbero state riutilizzate a fini illeciti dall’imputato. 

Silvana Cortignani


Articoli: Mafia viterbese, boss alla sbarra per ricettazione nei compro oro e rapina in gioielleria – Gioielli rubati al compro oro del boss di mafia viterbese, processo al palo – Gioielli rubati ai compro oro del boss Trovato, mancano i testi dell’accusa – Oltre 4 chili di gioielli riciclati nei tre compro oro del boss Giuseppe Trovato – Gioielli rubati e 100mila euro evasi nei compro oro, il boss Trovato smascherato dalla finanza – Evasione fiscale e gioielli rubati nei compro oro, alla sbarra il boss Trovato – Evade 100mila euro coi compro oro, alla sbarra il boss Trovato


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
20 maggio, 2024

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/grazie-al-dottor-chegai-e-al-suo-reparto-di-radiologia-diagnostica/