Sacrario – Il video degli scontri
Viterbo – “Maxirissa al Sacrario, dobbiamo prevenire il degrado che ha come conseguenza la violenza. Ma per farlo servono tempi lunghi”. Umberto Di Fusco è il delegato ai rapporti istituzionali e alla sicurezza del comune. Prima di andare in pensione, è stato anche dirigente della polizia. A Bologna negli anni ’80, testimone di un pezzo, tra i più tragici, della storia italiana. Dalla strage alla stazione di Bologna nel 1980 a quella del treno di Natale, il Rapido 904, nel 1984.
“Quello che è successo nella nostra città – spiega Di Fusco – è un problema sociale, anche se a Viterbo è meno accentuato rispetto ad altre parti d’Italia. Nel caso specifico, uno scontro tra due famiglie italiane. La fotografia di un modo d’essere e di comportarsi. Un episodio che si poteva verificare ovunque. Il problema non è il Sacrario, ma la violenza”.
Venerdì scorso, al Sacrario, in pieno centro a Viterbo, una maxirissa con scene da guerriglia urbana ha terrorizzato tutti. Con tanto di macchina, una Audi, che ha tentato di investire una persona che ha reagito colpendo l’automobile con una mazza da baseball. Quattro le persone denunciate, tre quelle arrestate. Sequestrati una mazza da baseball e un martello. Ad intervenire sul posto, polizia, carabinieri e 118.
Viterbo – Il consigliere Umberto Di Fusco
Che impressione le ha fatto quanto è successo al Sacrario venerdì scorso?
“Da quello che leggo suppongo che il Sacrario sia stato il punto terminale di una diatriba tra due gruppi familiari. Quindi il problema non è tanto il Sacrario, quanto il problema tra questi due gruppi. Cosa che si poteva verificare a Santa Barbara, a San Faustino o a Valle Faul”.
Tuttavia la violenza che si vede in video è senza precedenti.
“Sì, ho visto il video che avete pubblicato. Però ribadisco che il problema non è il Sacrario”.
Che cosa intende fare l’amministrazione per il Sacrario a fronte anche di quest’ultima vicenda?
“Ribadisco quanto già detto. Si tratta di un fatto che si poteva verificare ovunque. Ci sta che le persone possano essere preoccupate, ma amplificare la preoccupazione crea solo altra preoccupazione. Viterbo tendenzialmente una città tranquilla. E se un fatto si verifica in un quartiere non necessariamente quel quartiere diventa pericoloso. Poi le istituzioni hanno le loro responsabilità e devono fronteggiare tutto ciò che accade. E la risposta che un’amministrazione deve dare è una risposta al degrado, ma si tratta di interventi di lungo periodo. Le faccio un esempio”.
Quale?
“Se lei fa tutta una serie di feste in una taverna e non pulisce mai, poi viene il giorno in cui uno deve prendere il coraggio a quattro mani e pulirla. Senza dare la colpa agli invitati, ma solo al fatto che quella taverna per vent’anni non è stata pulita”.
Maxirissa al Sacrario – Un uomo con la mazza rompe il parabrezza dell’Audi bianca
Alcuni commercianti che lavorano al Sacrario dicono che quanto accaduto venerdì è la conseguenza di una situazione al collasso. Lei che ne pensa?
“I commercianti hanno tutto il diritto di dire quello che ritengono opportuno. Vorrei però conoscere la storia che hanno visto negli ultimi vent’anni. Se per loro, sei mesi-un anno fa il Sacrario era un salotto, allora punto. Non ho altro da dire”.
Parlano infatti di un problema che va avanti da anni.
“Torna l’esempio della taverna che ho fatto prima. Senza però volerlo utilizzare come alibi. Però, se vuoi cambiare registro alle cose, i tempi sono lunghi. Non solo, ma se leggiamo i giornali di oggi, quanto accaduto a Viterbo, è successo anche in altre parti d’Italia e in alcuni casi in modo più grave. Si tratta di un problema che riguarda la società nel suo complesso. Una società dove abbiamo il dovere di fare la nostra parte, a seconda delle competenze”.
Quindi quanto successo a Viterbo rientra in una dinamica nazionale?
“È un problema sociale, anche se a Viterbo è meno accentuato rispetto ad altre parti d’Italia. E nella nostra città quanto accaduto venerdì è stato uno scontro tra due famiglie italiane. La fotografia di un modo d’essere e di comportarsi. Un episodio che si poteva verificare ovunque. Il problema vero non è il Sacrario, ma la violenza”.
Va detto però che il Sacrario è stato spesso al centro di fatti di cronaca. Non solo quello che è accaduto venerdì.
“Infatti noi abbiamo il dovere di prevenire il degrado che poi ha come conseguenza la violenza”.
E come lo state prevenendo?
“Si tratta di un’attività che richiede tempo. Se in un luogo buio deve mettere delle luci o ristrutturare un edificio affinché non sia frequentato da criminali ci vuole tempo”.
Daniele Camilli
Multimedia: Fotogallery: Maxirissa al Sacrario – Video: Spranghe, botte e vetri rotti… gli scontri al Sacrario
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY