Maxirissa al Sacrario – nei riquadri da sinistra Alessio Denocenti, Hosseini Mohammad, Paolo Trabalzi
Viterbo – (sil.co.) – Maxirissa tra la folla al Sacrario, tutti condannati nel giro di meno di un anno i tre contendenti.
Ieri è stato condannato a un anno di reclusione in primo grado Alessio Denocenti, il 48enne viterbese arrestato per rissa e lesioni aggravate per cui l’accusa aveva chiesto un anno e quattro mesi, che lo scorso 26 aprile si sarebbe scagliato in auto contro il 34enne Mohammad Hosseini, al culmine del violento episodio che ha coinvolto anche il 37enne Paolo Trabalzi.
Proprio Paolo Trabalzi è stato il primo a uscire di scena, patteggiando otto mesi di reclusione, mentre il giudice Giovanna Camillo ha deciso ieri sull’analoga richiesta di Hosseini, i cui difensori Luca Ragonesi e Marco Valerio Mazzatosta hanno concordato col pm nove mesi e 1500 euro di multa. E sempre ieri, per l’appunto, davanti allo stesso giudice, è stata definita anche la posizione di Denocenti, difeso dall’avvocato Luigi Mancini, l’unico per cui si è proceduto con il rito ordinario.
La difesa di Denocenti, durante la discussione, ha molto insistito sull’investimento, sottolineando come siano gli stessi referti del pronto soccorso di Viterbo a smentirlo. “Hosseini è stato sottoposto a una serie di accertamenti – tac con e senza contrasto, lastre – il cui quesito era ‘trauma da schiacciamento con auto’ e la cui risposta è stata ‘trauma alla spalla e escoriazioni al volto da aggressione fisica da persona non nota’, con prognosi di sette giorni”, ha detto il legale.
Il famoso video della maxirissa girato da un privato cittadino, il cui senso civico è stato elogiato dagli operanti durante il processo, è stato acquisito su richiesta dello stesso giudice Camillo, per visionarlo prima della sentenza. “Il video – ricorda il difensore Mancini – mostra come il mio assistito, una volta salito in macchina, scarti a destra mentre Hosseini si trova a sinistra e poi ancora più a sinistra e lui ancora più a destra, dopo che gli si è parata la donna davanti all’auto, che non è piombata a tutta velocità sulla folla, ma era praticamente quasi ferma”.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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