Viterbo – Come già si sapeva, slitta di qualche settimana l’udienza predibattimentale del processo in cui l’assessore alla bellezza del capoluogo Vittorio Sgarbi è imputato di diffamazione aggravata a mezzo stampa per fatti risalenti al 2018 quando era sindaco di Sutri. L’udienza, dall’iter tormentato, è stata assegnata a un magistrato togato esperto, il giudice Giacomo Autizi del tribunale di Viterbo, tornato al dibattimento dopo la pausa estiva e dopo un paio di anni all’ufficio gip-gup.
Vittorio Sgarbi
L’udienza predibattimentale in programma ieri, come previsto, è stata rinviata ieri dal got Roberto Cappelli in quanto per decreto presidenziale il procedimento è stato affidato a in togato, il giudice monocratico Giacomo Autizi, che affronterà il caso a ottobre.
Presunte vittime di Sgarbi, l’allora consigliere comunale e gli altri esponenti del Movimento popolare Alessio Vettori.
Il 5 novembre 2022 furono lo stesso Vettori e gli esponenti del movimento, assistiti dagli avvocati del foro di Roma Franco Moretti e Luca Vettori, a comunicare di avere appreso “con soddisfazione la decisione con la quale il giudice per le indagini preliminari presso il tribunale di Viterbo ha ordinato alla procura della repubblica di esercitare l’azione penale nei confronti del sindaco Vittorio Sgarbi con l’accusa di diffamazione aggravata dall’uso del mezzo della stampa”.
Lo scorso 17 aprile, in seguito alla citazione diretta dell’imputato, avrebbe dovuto tenersi presso l’aula 5 del tribunale di Viterbo l’udienza predibattimentale, come previsto dalla riforma Cartabia. Udienza rinviata dal giudice Roberto Migno a ieri, in seguito all’assenza del magistrato onorario cui è stato assegnato il procedimento, il quale ha dovuto però a sua volta rinviare, in quanto serve un togato per svolgere l’adempimento.
Era dicembre 2018 quando l’ex sindaco Sgarbi – tramite il proprio ufficio stampa – diffuse un comunicato dal titolo “A Sutri clima politico infuocato. E nuove minacce. Che Vittorio Sgarbi, sindaco dallo scorso giugno, denuncerà lunedì in procura”, nel quale affermava: “A dare la strada a Borsellino c’era anche il procuratore capo di Viterbo, Auriemma. Qualche settimana prima mi aveva sentito sulle vicende politiche di Sutri. E mi aveva chiesto delle infiltrazioni mafiose nella politica di Sutri, delle famiglie. Mi ero riservato di rispondere. Oggi posso dire che, per metodi, l’intimidazione, l’ignoranza, il ‘Movimento popolare’ è una espressione di mentalità familistica e mafiosa, che si era infiltrata in ‘Rinascimento’, per esprimere suoi interessati e servili rappresentanti in consiglio comunale. Lunedì denuncerò al comando dei carabinieri e alla procura questa falsa realtà politica a Sutri, espressione di famiglie”.
A fronte di queste gravissime accuse il Movimento popolare e il consigliere comunale Vettori sporsero querela “per tutelare la propria onorabilità e per garantire la propria totale estraneità rispetto alle asserite vicende di ‘infiltrazioni mafiose nella politica di Sutri’”.
“La procura di Viterbo – si leggeva nel comunicato di Vettori – ha ritenuto che le parole del sindaco fossero il frutto di una consentita critica politica, come tali non punibili, ma oggi la decisione del gip, chiamato a pronunciarsi su questi fatti, è stata di contrario avviso. Il giudice ha invero ordinato la formulazione dell’imputazione contro il sindaco Vittorio Sgarbi ritenendo integrato il reato di diffamazione, stante l’assenza di elementi di veridicità a fondamento delle espressioni utilizzate nei confronti del Movimento popolare e la radicale impossibilità di ricondurre quelle parole nell’ambito di operatività del diritto di critica politica”.
Il consigliere Alessio Vettori e gli esponenti del Movimento popolare di Sutri annunciavano contestualmente “la costituzione in giudizio, come parti civili, quale atto dovuto per tutelare la correttezza e la trasparenza del proprio operato dopo più di 30 anni di attiva partecipazione politica all’amministrazione cittadina”.
Silvana Cortignani
Articoli: L’assessore alla Bellezza Vittorio Sgarbi a processo per diffamazione aggravata – “Diffamazione aggravata, Sgarbi verso il processo…” – Alessio Vettori querela per diffamazione il sindaco Vittorio Sgarbi
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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