Sutri – Nessuna risposta dalla camera dei deputati sul rinvio degli atti. Riprenderà quindi giovedì, davanti al giudice Ilaria Inghilleri, il processo per diffamazione a Vittorio Sgarbi che era stato sospeso lo scorso 7 aprile dal giudice Caterina Mastropasqua, la quale aveva disposto il rinvio degli atti alla camera dei deputati.
Vittorio Sgarbi
L’apposita commissione della camera dei deputati aveva 90 giorni per decidere, con possibile proroga di un mese, sul procedimento per diffamazione aggravata a mezzo stampa a carico dell’ex sindaco di Sutri. Il giudice Inghilleri, rilevato il decorso senza riscontri del termine a disposizione della camera dei deputati per le deliberazioni di competenza, ha fissato l’udienza al 19 marzo per la prosecuzione del processo.
Sciogliendo la riserva, il giudice Mastropasqua aveva prima rigettato l’eccezione di insindacabilità della difesa e la relativa richiesta di non luogo a procedere. “Sgarbi ha parlato da sindaco e non da parlamentare”, è stato ribadito. Ma restava il fatto che nel 2018, oltre ad essere sindaco del comune viterbese era anche parlamentare.
“Mentalità familistica e mafiosa”, le parole incriminate. Secondo il difensore Giampaolo Cicconi, le frasi costate nel 2018 a Sgarbi una denuncia per diffamazione aggravata a mezzo stampa ai danni dell’allora consigliere comunale Alessio Vettori e degli altri esponenti del Movimento popolare erano state pronunciate dall’imputato nelle sue vesti di parlamentare.
Non secondo il pubblico ministero e gli avvocati di parte civile Franco Moretti e Luca Vettori, che si sono opposti ribadendo più volte che le frasi incriminate sono state pronunciate da Sgarbi nelle sue vesti di sindaco di Sutri.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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