Condividi: Queste icone linkano i siti di social bookmarking sui quali i lettori possono condividere e trovare nuove pagine web.
    • Facebook
    • Twitter
    • LinkedIn
    • Google Bookmarks
    • Webnews
    • YahooMyWeb
    • MySpace
  • Stampa Articolo
  • Email This Post

Tribunale - Lei è una viterbese accusata in concorso coi banditi - Avrebbe anche noleggiato l'auto usata per i colpi

Giostrai rapinatori e complice, strade riunite per la sentenza

di Silvana Cortignani
Condividi la notizia:


Luigi Mancini

Il difensore della presunta complice, Luigi Mancini

Oriolo Romano – Giostrai rapinatori, si riuniscono per la sentenza le strade dei due e della complice che ha fornito loro un falso alibi.

Lei è una viterbese, che avrebbe anche noleggiato l’auto usata per i colpi, difesa dall’avvocato Luigi Mancini, è finita a processo per rapina e furto aggravato in concorso con i due giostrai di Cerveteri.

Sono accusati di sei colpi messi a segno tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020. Tre a Roma e tre a Oriolo Romano, tra cui la rapina con pestaggio ai danni di un carabiniere dell’8 gennaio di quattro anni fa. Il giorno successivo la donna si sarebbe tradita tentando di fornire un alibi falso ai banditi in cambio di un Rolex d’oro.

Martedì il collegio del tribunale di Viterbo ha rinviato al prossimo 26 novembre per la riunione dei due procedimenti e la discussione. La posizione della donna era rimasta separata, essendo stata rinviata a giudizio dal gup, dopo la richiesta di rinvio a giudizio, giunta al termine delle indagini a suo carico, quando per i giostrai si era già aperta la via del processo e fu rigettata la richiesta di riunione della difesa. I giostrai sono assistiti dagli avvocati Pietro Messina e Angelo Staniscia. 

Il giorno dopo la rapina al carabiniere di Oriolo Romano, che reagì e fu preso a sprangate, la donna provò a fornire un alibi ai banditi, secondo l’accusa in cambio di 4mila euro e di un Rolex d’oro, recandosi presso la questura di via Romiti per denunciare il furto dell’auto a noleggio usata per il colpo, una Fiat Cinquecento bianca. Alla polizia disse che le era stata rubata a Roma, avendola lasciata per sbaglio aperta con le chiavi sul cruscotto.

Peccato che il sistema di tracciamento Gps collocasse la vettura a Oriolo Romano nei pressi della casa della vittima. come dimostrato anche dai filmati della videosorveglianza del paese. La Fiat 500 bianca, lavata e tirata a lucido probabilmente per cancellare ogni traccia dei banditi, fu trovata il giorno stesso della denuncia “abbandonata” nel parcheggio di un lavaggio auto a Manziana.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


Condividi la notizia:
19 ottobre, 2024

                               Copyright Tusciaweb srl - 01100 Viterbo - P.I. 01994200564PRIVACY POLICY

Test nuovo sito su aruba container https://www.tusciaweb.it/sindaco-cercasi-ci-vorrebbe-diogene/