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Oriolo Romano - Da 5 anni a 4 anni e 2 mesi di carcere per l'uomo - Da un anno e mezzo a un anno per la donna

Carabiniere preso a sprangate da due banditi, sconto di pena in appello

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Luigi Mancini

Il difensore della donna, Luigi Mancini

Oriolo Romano – (sil.co.) – Carabiniere preso a sprangate da uno dei due banditi che aveva sorpreso a rubare in casa la sera dell’8 gennaio 2020, sconto di pena in appello per il giostraio che lo scorso 25 novembre era stato condannato in primo grado a cinque anni di carcere per rapina impropria dal collegio del tribunale di Viterbo.

La pena gli è stata ridotta da 5 a 4 anni e 2 mesi di reclusione e 1400 euro di multa. 

Sconto di pena anche per la donna condannata a un anno e mezzo  in primo grado e a un anno di reclusione dalla corte d’appello per simulazione di reato, per avere tentato di fornire un alibi falso ai malviventi, uno dei quali assolto, denunciando in questura il furto dell’auto a noleggio utilizzata per il colpo. 

Per tutti e tre gli imputati di rapina e furti in concorso era già venuta meno l’aggravante dell’associazione per delinquere. 

Il terzetto era accusato di sei colpi messi a segno tra la fine del 2019 e l’inizio del 2020, tre a Roma e tre a Oriolo Romano, tra cui la rapina con pestaggio ai danni di un carabiniere dell’8 gennaio di quasi sei anni fa.

Il giorno successivo la donna di Viterbo, difesa dall’avvocato Luigi Mancini, secondo l’accusa si sarebbe tradita tentando di fornire un alibi falso ai banditi. La coppia di giostrai era difesa dagli avvocati Pietro Messina e Angelo Staniscia.

L’auto era stata noleggiata dalla stessa imputata a Ladispoli, in tutto tre volte – il 29 novembre 2019, il 19 dicembre 2019 e il 2 gennaio 2020 – ma sempre utilizzata dai due giostrai secondo l’accusa, come confermato dalla sovrapposizione dei tracciati Gps e delle celle telefoniche, messa per l’appunto in discussione dalla difesa.

Di sicuro il giorno dopo la rapina al carabiniere, la donna provò a fornire un alibi ai banditi, in cambio della promessa di 4mila euro e di un Rolex d’oro, recandosi presso la questura di via Romiti per denunciare il furto dell’auto a noleggio usata per il colpo, una Fiat Cinquecento bianca. Alla polizia disse che le era stata rubata a Roma, avendola lasciata per sbaglio aperta con le chiavi sul cruscotto.

Peccato che il sistema di tracciamento Gps collocasse la vettura a Oriolo Romano nei pressi della casa della vittima. come ha spiegato il testimone, aggiungendo che furono anche passati al setaccio i filmati della videosorveglianza del paese. La Fiat 500 bianca, lavata e tirata a lucido probabilmente per cancellare ogni traccia dei banditi, fu trovata il giorno stesso della denuncia “abbandonata” nel parcheggio di un lavaggio auto a Manziana.

Per l’accusa la coppia di giostrai di Cerveteri si era resa responsabili di sei colpi: il 12 dicembre 2019 a Oriolo Romano; il 28 dicembre 2019 a Roma; il 29 dicembre 2019 a Oriolo Romano; il 31 dicembre 2019 a Roma; il 2 gennaio 2020 a Roma; l’8 gennaio 2020 a Oriolo Romano.


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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24 ottobre, 2025

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