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Tribunale - Imputati di bancarotta fraudolenta Primo Panaccia e Andrea Porta

Fallimento Schenardi, testimoniano commercialista e consulente del lavoro

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Viterbo – (sil.co.) – È ripreso ieri davanti al collegio il processo per presunta bancarotta fraudolenta nato dalle indagini sul fallimento dello storico Gran Caffè Schenardi. Alla sbarra l’ex gestore Primo Panaccia e l’ultimo amministratore Andrea Porta, fino ad allora cuoco e direttore del locale, difeso dall’avvocato Marina Bernini e rimasto in carica circa un anno prima della chiusura definitiva dello storico locale di corso Italia.


Viterbo - Il caffè Schenardi

Viterbo – Il caffè Schenardi


Tra i testimoni, oltre a una segretaria e a una contabile delle società del gruppo Panaccia, anche il commercialista viterbese depositario dal 2008 all’anno fiscale 2010 delle scritture contabili del gruppo di società di Panaccia, “fino al subentro di Porta come amministratore”, avvenuto dietro cessione delle quote il 21 marzo 2011, nell’ambito di “una serie di dismissioni per motivi economici”.

Nel corso delle indagini, la guardia di finanza ha acquisito le “carte” presenti nel suo studio. Al riguardo, il difensore Parisi ha depositato una relazione della finanza secondo cui sarebbe stato tutto regolare sul piano contabile. 

Un parente di Panaccia, che nel 2007 ha lavorato solo una decina di giorni da Schenardi ma successivamente è stato  dipendente e socio di altre società del gruppo, tra gennaio e marzo 2017 avrebbe beneficiato di tre bonifici sospetti da 1450 euro l’uno. “Erano le rate del mutuo ipotecario acceso su un immobile di mia proprietà su richiesta di Panaccia per fare fronte alle difficoltà economiche del gruppo”, ha detto, spiegando che non finì bene.

Tra i testi, tutti sentiti dalla polizia giudiziaria a sommarie informazioni nel gennaio 2017, oltre nove anni fa, anche il consulente del lavoro viterbese che ha lavorato per Porta da marzo al 28 dicembre 2018. “A luglio il locale ha cessato l’attività di somministrazione e i rapporti con le 25 persone che impiegava, per cui ho sbrigato le ultime pratiche e anche il mio ruolo è venuto meno”, ha riferito. 

L’inchiesta ruota attorno alla “Antico Caffè Schenardi srl”, dichiarata fallita il 3 gennaio 2018. Secondo l’impianto accusatorio, tra il 2012 e il 2015 la società non avrebbe dichiarato redditi per oltre 1,5 milioni di euro, evadendo circa 400mila euro di Ires. A Panaccia viene inoltre contestata la sparizione della documentazione contabile e la distrazione di oltre 360mila euro ad aprile 2016 dal fallimento di un’altra società a lui riconducibile, la Pans House srl.

Di contro, la difesa ha sempre respinto fermamente le accuse, sottolineando il ruolo di “salvatore” svolto dall’imprenditore, anche attraverso fideiussioni personali. Panaccia avrebbe depositato tutti i documenti e coperto i debiti sociali attingendo al proprio patrimonio personale. Si sarebbe inoltre occupato in prima persona di fornitori e personale all’interno di un network di circa trenta società. Lo storico immobile sarebbe stato venduto nel 2010 per 628mila euro, prima della successiva cessione delle quote.

Il processo riprenderà a febbraio con l’esame di Primo Panaccia, mentre l’altro imputato sarebbe rientrato a rinunciare all’interrogatorio. A marzo la sentenza. 


Articoli: Fallimento Schenardi: “Primo Panaccia ci ha messo soldi suoi” – “Fallimento Schenardi, Primo Panaccia ha depositato tutta la documentazione” – Fallimento Schenardi, confermato un credito di oltre 220mila euro che se recuperato… – Fallimento “Antico Caffè Schenardi”, due curatori supertestimoni al processo per bancarotta – Fallimento “Antico Caffè Schenardi”, al via il processo per bancarotta fraudolenta all’ex gestore – “Il gran caffè di corso Italia? Mai chiesto soldi a nessuno”


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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14 luglio, 2026

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