Ubaldo Manuali
Viterbo – Al via ieri, alla presenza dell’imputato, il processo a Ubaldo Manuali, il netturbino 59enne “sosia di Keanu Reeves” arrestato lo scorso 12 settembre e tuttora ai domiciliari con l’accusa di violenza sessuale plurima e diffusione dei video delle vittime, abusate dopo averle stordite con un farmaco narcotico disciolto nei drink.
Davanti al collegio del tribunale di Viterbo, per l’udienza di ammissione prove, c’erano sia l’imputato, difeso dagli avvocati Tiziana Ronchetti e Fabio De Luca del foro di Roma, sia le tre vittime, conosciute e agganciate tramite social, che si sono costituite parte civile. Il dibattimento entrerà nel vivo già la prossima settimana, quando saranno ascoltati i primi testi del pubblico ministero, per poi proseguire a marzo e aprile.
In aula anche Stefania Loizzi, la 49enne che per prima lo ha denunciato, a gennaio dell’anno scorso, quando si è recata a farsi refertare all’ospedale San Pietro di Roma, dando il via alle indagini della procura di Tivoli, poi passate al pm Adragna della procura della repubblica di Viterbo per competenza territoriale quando si è scoperto che, in ordine di tempo, la prima delle tre presunte vittime era la quarantenne di Capranica abusata a settembre 2022.
Stefania Loizzi, è stata la prima vittima a denunciare Manuali dopo essersi recata in ospedale
La difesa si è battuta perché non venissero acquisiti le foto e i video estrapolati dal cellulare di Manuali dall’ingegnere Cristian Franciosi, cui il pm Adragna ha affidato la perizia tecnica, prova regina degli abusi secondo l’accusa, che ha chiesto al consulente di effettuarne anche la copia forense.
Immagini e filmati girati e condivisi da Manuali con gli amici sono stati riversati su una pen-drive di cui il collegio ha disposto l’acquisizione, così come per le altre prove scientifiche e documentali, tra cui la cartella clinica di Stefania Loizzi nonché i decreti e i verbali di sequestro e perquisizione.
A proposito dei video e delle foto, il pm ne ha sottolineato “l’interpretazione non equivoca” e il contenuto “di evidenza palmare”, annunciando di voler sentire in aula il consulente Franciosi. La difesa, intanto, già ieri ha chiesto al collegio che sul materiale informatico venga effettuata una nuova perizia super partes disposta dal tribunale.
Silvana Cortignani
Il pm Michele Adragna
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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