Viterbo – “Chi voleva il parcheggio interrato al Sacrario ha fatto i conti senza l’oste”. L’assessore alla qualità urbana Emanuele Aronne risponde al consigliere Giulio Marini che, qualche giorno fa, ha dichiarato che la scelta della giunta di Chiara Frontini di aver “affossato” quel progetto potrebbe peggiorare le cose in quell’area. Facendo riferimento anche a quanto avvenuto venerdì 26 aprile quando in piazza dei Caduti alcune persone si sono affrontate a colpi di mazza e pugni, con tanto di automobile che è andata dritta contro un’altra persona.
“Le relazioni geologiche – spiega Aronne – ci hanno detto che con 4 milioni e mezzo di euro stanziati per il parcheggio ci facevamo a mala pena le fondazioni. La verità è questa. Dopodiché il parcheggio del Sacrario prevedeva l’interramento dei posti auto e sopra un parco urbano. E mi si deve dire come fa un parco urbano ad essere più sicuro di un parcheggio. Quindi, chi ha pensato di fare il parcheggio interrato del Sacrario ha fatto i conti senza l’oste”.
Infine, sempre per Aronne, “l’episodio del 26 aprile è stata un’esplosione momentanea che non va comunque sottovalutata”.
Viterbo – L’assessore alla qualità degli spazi urbani Emanuele Aronne
Che impressione le ha fatto vedere quanto accaduto al Sacrario più di una settimana fa?
“L’impressione è stata pessima. Qualcosa che va combattuto e lo devono fare le forze dell’ordine, cosa che stanno facendo”.
E un’amministrazione invece cosa può fare?
“Quello che stiamo facendo, con i tempi dell’amministrazione. Ad esempio il progetto di mettere le telecamere al parcheggio del Sacrario. Un progetto che ha fatto tutto il suo iter, in parallelo a quello del Pnrr dedicato sempre a quell’area che a sua volta sarà oggetto di restyling. Oppure il rifacimento della facciata degli Almadiani e l’illuminazione della zona. Detto ciò, l’episodio del 26 aprile è stato bruttissimo ma è stata un’esplosione momentanea e come tale va valutata, senza essere ovviamente sottovalutata”.
Il Sacrario in questi anni è stato comunque al centro di tutta una serie di fatti di cronaca. E quello di venerdì è soltanto uno dei tanti…
“Che ci sia un problema sociale è evidente. Ma la prima cosa che un’amministrazione può fare, almeno per quanto riguarda la mia delega, è mettere le telecamere. Quindi non si può dire che non ci sia stata reazione”.
E le telecamere risolvono il problema?
“Le telecamere sono un deterrente, così come lo è la riqualificazione di una chiesa o lavorare sull’arredo urbano. È quanto un’amministrazione può mettere in campo. Il problema sociale, invece, non si risolve da un giorno all’altro. Ho sentito parlare anche di Esercito ed è una proposta assurda. Nella storia del nostro paese l’Esercito è intervenuto per questioni di mafia. Quindi, non scherziamo”.
Viterbo – La maxirissa al Sacrario
Secondo lei, al Sacrario c’è un problema di degrado?
“Il Sacrario è un’area della città che non è stata manutenuta nel tempo così come si sarebbe invece dovuto fare. È un parcheggio che ha dei lati oscuri, con la chiesa degli Almadiani che è ridotta come è possibile vedere. In sintesi, si tratta di una zona dove non ci sono stati investimenti. Adesso le cose che stanno cambiando”.
Giulio Marini dice che l’aver abbandonato il progetto del parcheggio interrato al Sacrario potrà soltanto peggiorare le cose.
“Le dichiarazioni di Marini mi hanno lasciato senza parole”.
Perché?
“Perché primo non vedo il nesso con quanto accaduto al Sacrario. Dopodiché il parcheggio del Sacrario è stata abbandonato perché non si poteva realizzare”.
Per quale motivo?
“Perché le relazioni geologiche ci hanno detto che con 4 milioni e mezzo di euro stanziati per il parcheggio ci facevamo a mala pena le fondazioni. La verità è questa. Dopodiché il parcheggio del Sacrario prevedeva l’interramento dei posti auto e sopra un parco urbano. E mi si dive dire come fa un parco urbano ad essere più sicuro di un parcheggio. Quindi, chi voleva il parcheggio interrato del Sacrario ha fatto i conti senza l’oste”.
Marini dice anche che bastava aggiungere i finanziamenti del Pnrr.
“Ci sono stati messi. 4 milioni e 800 mila euro. Quelli erano. Numeri alla mano. Se uno vuole può anche fare l’accesso agli atti”.
Daniele Camilli
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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