Viterbo – Ubaldo Manuali all’uscita del tribunale dopo l’udienza
Viterbo – “Nel corpo di una delle vittime il triplo di benzodiazepine rispetto a una dose terapeutica”. È ripreso questa mattina il processo al presunto stupratore seriale Ubaldo Manuali, imputato di violenza sessuale plurima ai danni di donne conosciute su Facebook e diffusione illecita di immagini a contenuto sessuale esplicito.
A spiegare al collegio come fosse massiccia la presenza di sedativi nel sangue e nelle urine di Stefania Loizzi la dottoressa Sabina Strano Rossi. Si tratta della tossicologa dell’università Cattolica del Sacro Cuore cui è stato affidato dalla procura l’incarico di eseguire le analisi sui campioni biologici prelevati alla donna all’ospedale San Pietro di Roma e sul contenuto dei due flaconi sequestrati sulla macchina e a casa di Ubaldo Manuali dai poliziotti del commissariato Flaminio Nuovo di Roma.
Referti e reperti sono stati acquisti dagli investigatori dopo la denuncia del 17 gennaio 2023 che ha dato il via alle indagini grazie a cui si è risalti a tre persone offese, che sarebbero state narcotizzate, stuprate e filmate dal netturbino 59enne di Riano. Oltre alla Loizzi, di Mazzano, una donna di Alatri in provincia di Frosinone e una donna di Capranica, la prima ad avere subito abusi, il 25 settembre 2022, motivo per cui la competenza è del tribunale di Viterbo. Come è noto, a Roma c’è un altro procedimento a carico dell’imputato, incardinato su querela di una ex che avrebbe scoperto di essere stata filmata mentre facevano sesso, nonostante gli avesse detto espressamente che non voleva essere ripresa.
Insignificanti le tracce di etanolo, solo nelle urine e non nel sangue, che dimostrerebbero solo l’ingestione di alcolici qualche ora prima del prelievo. Compatibili col contenuto del flacone le tracce di benzodiazepine, sia nel sangue che nelle urine, a conferma dell’assunzione-somministrazione dello stesso identico farmaco.
“Superiori alla concentrazione terapeutica le benzodiazepine, nell’ordine di 45 nanogrammi per millilitro, contro 10-20 nanogrammi della dose terapeutica”, ha spiegato la testimone al pubblico ministero Michele Adragna e ai difensori Paolo De Luca e Tiziana Ronchetti. In aula anche i difensori delle tre parti civili.
“Le benzodiazepine sono un farmaco sedativo-ipnotico e miorilassante – ha proseguito Sabina Strano Rossi, spiegandone gli effetti – nel senso che diminuisce la volontà e la forza muscolare, potendo provocare amnesia retrograda, ovvero perdita di memoria”.
La consulente ha confermato anche lo stato di “particolare vulnerabilità” della vittima, ancora “sotto effetto, dopo diverse ore”. E anche i pericoli corsi mettendosi, ignara, alla guida per andare dal dottore e poi in ospedale quando le è venuto il sospetto che il suo malessere potesse avere a che fare con la somministrazione di sostanze da parte dell’uomo, che aveva cenato a casa sua e con il quale, a sorpresa, si era svegliata a letto la mattina successiva, per poi riaddormentarsi pesantemente.
Sono stati poi sentiti il medico di base dell’imputato e uno degli amici con cui ha condiviso foto e video delle sue “conquiste”.
Silvana Cortignani
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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