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Tribunale - Rissa al carcere "Nicandro Izzo" - Il reato potrebbe essere riqualificato in lesioni aggravate dalla procura

Detenuto con la testa fracassata a sgabellate, per sei imputati di tentato omicidio potrebbe scattare la prescrizione

di Silvana Cortignani
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Viterbo - Il carcere Mammagialla

Viterbo – Il carcere Mammagialla

Viterbo – Rissa nel sangue a Mammagialla, a un bivio il processo per il ferimento di un detenuto finito a Belcolle con la testa fracassata a sgabellate.

Potrebbe infatti essere riqualificato in lesioni aggravate il reato di tentato omicidio contestato ai sei detenuti coinvolti nei gravissimi disordini scoppiati all’interno della casa circcondariale di Viterbo il 28 ottobre 2016, quando fu spaccata la testa a un detenuto a colpi di sgabello.

La vittima, trasferita d’urgenza in codice rosso all’ospedale di Belcolle e ricoverata in prognosi riservata a causa della profonda lesione riportata al cranio, si è costituita parte civile per i danni.

Ma in base a quanto emerso durante il processo, ripreso martedì davanti al collegio presieduto dal giudiceDaniela Rispoli, la parte offesa potrebbe non avere mai rischiato la vita, nel qual caso verrebbe meno l’accusa di tentato omicidio.

Nel caso il pm Michele Adragna, rivedendo le carte, dovesse decidere per la riqualificazione in lesioni aggravate, allora il reato, a distanza di quasi otto anni, sarebbe da dichiarare estinto per intervenuta prescrizione. I giudici hanno dato tempo fino al prossimo 12 novembre alla procura per verificare, in base a quanto emerso finora, se sia il caso di andare avanti o mettere la parola fine alla vicenda. 

Che venga o meno confermata l’ipotesi di tentato omicidio, in quella data si procederà comunque all’unificazione della posizione del sesto imputato, la cui posizione era stata stralciata, in quanto irreperibile al momento del rinvio a giudizio. Si è poi scoperto che l’allora detenuto, di nazionalità romena, rimesso in libertà in Italia, era finito recluso in un carcere del suo paese, dove sta tuttora scontando una pena e da dove martedì  avrebbe dovuto collegarsi in videoconferenza con il tribunale di Viterbo. 

Tra gli imputati c’è anche un pluripregiudicato legato al mondo dello spaccio e alla criminalità organizzata di Tor Bella Monaca, il boss quarantenne G.M.. E c’è anche un pregiudicato quarantenne tunisino residente a Viterbo, arrestato anche di recente, lo scorso 9 marzo, mentre tentava di darsi alla fuga dopo avere rubato una borsa dal veicolo parcheggiato da un’italiana in via della Palazzina.

Il processo resta sospeso in attesa di sapere se ci sono o meno gli estremi per procedere con il tentato omicidio.

Silvana Cortignani


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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11 luglio, 2024

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