Roma – Era luglio del 2023, quando il nome dello stimato Luigi Sepiacci, già presidente dell’Accademia di belle arti di Viterbo, balzava agli onori delle cronache in seguito alla denuncia per violenza sessuale da parte di una studentessa. Adesso le presunte vittime sono diventate tre.
Lo scorso 20 settembre Sepiacci è comparso davanti al gup Alessandra Boffo del tribunale di Roma in seguito alla richiesta di rinvio a giudizio della pm Stefania Stefania, sostituita in udienza dalla collega Antonella Nespola, per violenza sessuale pluriaggravata ai danni di altre due donne, che si sono costituite parti civili con gli avvocati Flavia Colavita e Gaetano Di Bartolo.
Parti offese a Roma, dove i fatti sono antecedenti e risalgono al periodo che va da gennaio a maggio 2022, due dipendenti dell’Associazione nazionale istituti non statali e di istruzione (Aninsei, affiliata a Confindustria), di cui Sepiacci era presidente fino a fine gennaio quando si è dimesso in seguito all’avviso di fine indagini seguito a marzo dalla richiesta di rinvio a giudizio.
Le presunte vittime sarebbero state entrambe molestate sessualmente dal presidente Sepiacci, loro datore di lavoro, mentre erano sedute tra la scrivania e il muro. Diversi gli episodi contestati, dai quali si evince un medesimo modus operandi da parte del 77enne che, “profittando della posizione della vittima, mentre attendeva allo svolgimento delle sue mansioni esecutive d’ufficio, in più occasioni, le toccava i seni e in un’occasione le palpeggiava i glutei, accompagnando tali gesti da accarezzamenti al ginocchio, alle spalle e ai capelli e insistendo nei suoi atteggiamenti nonostante la contrarietà costantemente manifestatagli e le reazioni di scostamento”.
Sono salite dunque a tre le presunte vittime del 77enne, difeso di fiducia dall’avvocato Domenico Di Tullio, che nel 1999 fu insignito dal presidente della repubblica Ciampi dell’alta onorificenza di Grande ufficiale all’ordine al merito della repubblica italiana. Il legale ha chiesto il rinvio dell’udienza, al prossimo 8 novembre, per decidere sull’eventuale richiesta di riti alternativi.
Nel frattempo il processo viterbese, che si è aperto a gennaio, entrerà nel vivo il 19 novembre davanti al collegio con la testimonianza della studentessa, parte civile con l’avvocato Dominga Martines, che assiste anche l’altra parte civile, ovvero l’associazione Ponte Donna. Precedente per cui la procura capitolina contesta a Sepiacci anche l’aggravante della recidiva reiterata e specifica.
Decisivi al fine di trovare riscontri alle denunce delle due impiegate si sarebbero rivelati l’esame delle persone informate sui fatti interrogate dai carabinieri di Roma e le relazioni del centro antiviolenza I-dea di Maccarrese di Fiumicino. Il pm Stefania Stefania, come detto, contesta al 77enne il reato di violenza sessuale pluriaggravata, oltre che per la recidiva, anche per “avere profittato di circostanze di luogo tali da impedire la pubblica e privata difesa”.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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