Sutri – Sospeso il processo per diffamazione a Vittorio Sgarbi, il giudice Caterina Mastropasqua ha disposto il rinvio degli atti alla camera dei deputati. Sciogliendo la riserva, il magistrato del tribunale di Viterbo aveva prima rigettato l’eccezione di insindacabilità della difesa e la relativa richiesta di non luogo a procedere. “Sgarbi ha parlato da sindaco e non da parlamentare”, è stato ribadito. Ma resta il fatto che nel 2018, oltre ad essere sindaco del comune viterbese era anche parlamentare.
Vittorio Sgarbi
Spetterà quindi ora all’apposita commissione della camera dei deputati decidere entro 90 giorni, con possibile proroga di un mese, sul procedimento per diffamazione aggravata a mezzo stampa a carico dell’ex sindaco di Sutri.
“Mentalità familistica e mafiosa”, le parole incriminate. Secondo il difensore Giampaolo Cicconi, sostituito in udienza dall’avvocato Angelo Giuliani, le frasi costate nel 2018 a Sgarbi una denuncia per diffamazione aggravata a mezzo stampa ai danni dell’allora consigliere comunale Alessio Vettori e degli altri esponenti del Movimento popolare sono state pronunciate dall’imputato nelle sue vesti di parlamentare.
Non secondo il pubblico ministero e gli avvocati di parte civile Franco Moretti e Luca Vittori, che si sono opposti ribadendo più volte che le frasi incriminate sono state pronunciate da Sgarbi nelle sue vesti di sindaco di Sutri.
Silvana Cortignani
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Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.
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