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Stupro di Montalto - Denunciò violenza sessuale da parte di otto coetanei, la lettera della vittima a "Pomeriggio Cinque" - La madre ospite in studio

“Loro hanno una vita, io non ho niente”

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Agata, la madre della ragazza violentata

Agata, la madre della ragazza violentata, ospite a “Pomeriggio Cinque”

Agata, la madre della ragazza violentata

Agata, la madre della ragazza violentata

Barbara D'Urso

Barbara D’Urso

Agata in studio con Barbara D'Urso

Agata in studio con Barbara D’Urso

(s.m.) – Una lettera per lasciar parlare il suo dolore, dopo quello stupro che le ha cambiato per sempre la vita. 

E’ Maria a scriverla al programma “Pomeriggio Cinque”. Con questo nome di fantasia è stata chiamata la ragazza che, nella primavera del 2007, denunciò di essere stata violentata da otto coetanei a una festa di compleanno. L’episodio è tristemente conosciuto come lo “stupro di Montalto di Castro”.

Otto giovani alla sbarra per anni davanti al tribunale del minori e, alla fine, stessa conclusione per tutti: messa in prova e nessuna condanna. Un dramma che è la stessa Maria a raccontare nella sua lettera, letta ieri durante la trasmissione di Barbara D’Urso e commentata dalla madre Agata, ospite in puntata, accompagnata dalla consigliera comunale Daniela Bizzarri. 

“Ho sopportato tanto – ha scritto Maria -. Mi sono voluta rinchiudere in casa. Avevo un paese contro. Anche la mia più cara amica mi ha voltato le spalle, eppure mi ha trovato lei in quel maledetto bosco. Adesso molti di loro si sono rifatti una vita. Alcuni hanno dei figli. Io invece non ho più niente”.

Maria racconta che, dopo quella terribile notte tra il 31 marzo e il primo aprile 2007, “la testa non c’era. Non c’era più. Magari fossi stata consenziente: non avrei sofferto così tanto. Chi mi ha fatto tutto questo male dovrebbe pagarla molto più cara. Ho scritto questa lettera per dire a quegli otto che mi fanno schifo. La loro ragazzata mi ha rovinato la vita. Ma cercherò di rifarmene un’altra, in cui quell’episodio sia solo una parentesi lontana”.

La madre Agata, intervistata in studio da Barbara D’Urso, non trattiene le lacrime. “Quello che era successo a mia figlia lo ha scoperto prima il preside, poi la televisione e, infine, io – racconta -. Mi è venuta la febbre a 40 dopo dieci minuti che me l’ha detto. Da quel giorno non c’è più pace nella mia casa”. 

Maria non mangia più. Non studia più. Per i primi mesi, aveva paura persino di dormire da sola nel suo letto. Si è barricata in casa. Esce solo ogni tanto con i fratelli. La madre lancia un appello per farle trovare un lavoro.

“E’ il suo desiderio più grande – dice -. Vorrebbe tanto trovare un lavoro e lasciarsi tutto alle spalle, ma non riesce ad affrontare la gente”. In tutto questo tempo le famiglie dei ragazzi non l’hanno mai contattata. Del resto, proprio durante la diretta di “Domenica Cinque”, condotto sempre da Barbara D’Urso, anni fa, una donna era stata aggredita solo per aver cercato di difendere Maria.

Ai ragazzi e alle loro famiglie, Agata non ha niente da dire. Alla figlia, invece, ricorda che le vuole bene. “Più della mia vita. Le sarò per sempre vicina”. 

 

 


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17 settembre, 2013

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