![]() Da destra: la madre della ragazza, Daniela Bizzarri e Rosalba Raschellà della Fab(b)rica delle donne |
![]() Il sit-in dei movimenti femminili davanti al tribunale dei minori |
![]() Lo striscione in sostegno della ragazza |
Riceviamo e pubblichiamo – Oggi una nuova delusione all’udienza al Tribunale dei minori per il processo di stupro della giovane ragazza a Montalto di Castro. Un nuovo legittimo impedimento.
Nonostante al secondo tentativo andato a vuoto per il solito motivo, il giudice incaricato del processo, avendo calendarizzato tutte le date, aveva invitato gli avvocati a non valersi più del legittimo impedimento, ciò non è avvenuto.
L’avvocato Barbieri che difende due ragazzi, ancora una volta si è avvalso della sopracitata motivazione che, per legge, il giudice non ha potuto negare.
L’unica cosa che ci ha lasciati perplessi è come mai si viene avvisati di tutto ciò non preventivamente ma il giorno stesso, quando tutte le persone erano presenti, e alcune di loro avevano dovuto affrontare gravi disagi, essendoci tra l’altro anche lo sciopero dei mezzi.
In ogni caso eravamo in tante a consolare la mamma della ragazza, che ha avuto un cedimento di nervi.
Erano presenti le donne dell’Udi, che come anticipato nella stessa ora facevano sit in in altre città d’Italia, le volontarie del Centro Erinna, donne di associazioni romane, Rosalba Raschellà in rappresentanza della Fab(b)rica delle donne, e insieme a me alcune donne di Viterbo.
Tutte abbiamo convenuto che se questi sono tentativi strumentali, per un allungamento del processo, vuol dire che nessuno si rende conto di quante volte questa ragazza dal lontano 2007 viene “violentata”, ovviamente in termini psicologici.
Noi abbiamo fatto una dimostrazione pacifica, con i nostri striscioni e i nostri volantini, anche perché la questura di Roma altro non ci ha permesso, ma abbiamo avvertito anche il commissario che se il 30 maggio si dovesse ripetere la stessa cosa probabilmente saremo disubbidienti e ognuno di noi si assumerà le proprie responsabilità.
Non si possono fare le leggi e poi trovare il modo di aggirarle. Sempre meno si riuscirà a evitare questi episodi, ma soprattutto riuscire a denunciali alla giustizia sarà molto difficile.
Daniela Bizzarri
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