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– E’ slittata al 22 dicembre la prima udienza del processo al tribunale dei minori per lo stupro di Montalto di Castro.
Tra i motivi del rinvio, lo sciopero nazionale degli avvocati, indetto dall’Organismo unitario dell’avvocatura contro l’introduzione della mediaconciliazione, l’istituto che impone il ricorso obbligatorio alla mediazione e alla conciliazione nelle controversie civili e commerciali.
Ma la vera ragione che ha spinto il presidente del collegio Spagnoletti a posticipare la seduta è il ricorso per Cassazione di due degli imputati. Ricorso che impugna l’ordinanza con cui il gup Tripiccione rinviò a giudizio gli otto ragazzi e rigettò la nuova richiesta di messa in prova, i 28 mesi di servizio civile per il reinserimento sociale degli imputati. Era il 9 febbraio scorso.
La storia della messa in prova comincia, in realtà, molto prima. Il gup De Biase, del tribunale dei minori, la dispone a maggio 2009. Lo stop arriva a marzo 2010 dalla Corte di Cassazione, che accoglie il ricorso della Procura generale presso la Corte d’Appello di Roma, con cui veniva impugnato il provvedimento del gup. Il processo riparte, quindi, con una nuova udienza preliminare, davanti al gup Tripiccione. I legali ci riprovano, ma incassano solo il rinvio a giudizio complessivo e un altro no ai 28 mesi di servizio civile.
A presentare il nuovo ricorso, ora, sono i legali di due degli otto accusati: l’avvocato Giuliano Migliorati, per lo studio Barili, e l’avvocato Franco Coppi. L’udienza è già stata fissata per l’11 ottobre, giorno in cui la Corte di Cassazione dovrà pronunciarsi in merito. Si tratterà di decidere se accogliere o respingere il ricorso. Nel primo caso si ripartirà dall’udienza preliminare, davanti a un nuovo gup. Nel secondo, dal 22 dicembre in poi potrà ufficialmente iniziare il dibattimento.
In caso di accoglimento, la Cassazione dovrà anche specificare se la decisione sarà valida per tutti gli imputati o solo per i due che hanno fatto ricorso.
La vicenda risale alla notte tra il 31 marzo e il primo aprile 2007. La ragazza, all’epoca 15enne, denunciò di essere stata portata in una zona appartata della pineta di Montalto di Castro, durante una festa, e lì violentata da otto coetanei.
Un fatto che fece scalpore per la sua gravità, ma anche per le polemiche generate dal presunto pagamento delle spese legali degli accusati da parte del Comune di Montalto di Castro. Tra gli otto giovani figurerebbe, infatti, anche il nipote dell’attuale sindaco Salvatore Carai.
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