![]() Daniela Bizzarri alla manifestazione dell'Udi, insieme alla madre della ragazza parte civile al processo |
![]() La manifestazione delle donne a Roma |
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– Stupro di Montalto, sfilano i testi.
Sono stati ascoltati questa mattina i primi otto testimoni del presunto stupro di gruppo di Montalto di Castro.
Il processo in corso al tribunale dei minori è entrato nel vivo questa mattina. Otto gli imputati, accusati di aver violentato una loro coetanea durante una festa in una pineta, nella notte tra il 31 marzo e il primo aprile 2007. Sia la presunta vittima che gli otto ragazzi, all’epoca, avevano appena quindici anni.
Sul banco dei testimoni, questa mattina, parenti della ragazza, investigatori e il personale medico intervenuto nelle varie fasi della vicenda.
La sorella della giovane ha raccontato di aver saputo quasi subito della violenza. La madre e il fratello, invece, ne sarebbero stati informati almeno quindici giorni dopo.
Sentito anche il medico curante e lo psicologo della Asl che, per sei mesi, ha avuto in cura la ragazza, finché quest’ultima non ha voluto interrompere la terapia.
Il collegio presieduto dal giudice Spagnoletti ha ascoltato anche due poliziotti, un assistente sociale e il preside della scuola frequentata dalla giovane.
La seduta è aggiornata all’11 maggio per sentire gli ultimi otto testimoni dell’accusa, tutti ragazzi presenti alla festa durante la quale sarebbe avvenuto lo stupro.
Un processo, quello per i fatti di Montalto di Castro, che ha spesso occupato ampi spazi su giornali e trasmissioni televisive. La polemica non risparmiò neppure il sindaco della cittadina marittima Salvatore Carai, finito nell’occhio del ciclone per il presunto pagamento delle spese legali degli otto ragazzi da parte del Comune. Tra gli imputati, infatti, c’è anche il nipote del primo cittadino.
La portata mediatica del processo è evidente anche dall’iniziativa dell’Unione donne italiane (Udi), che ha scelto proprio il giorno dell’apertura del dibattimento per scendere in piazza contro la violenza sulle donne.
Davanti al tribunale dei minori insieme alle donne dell’Udi anche Daniela Bizzarri. “Queste mobilitazioni sono davvero importanti – dice Daniela Bizzarri – , gruppi di donne in tutta Italia stanno dicendo no alla violenza ricordando questo brutto caso. E questo è davvero un bel segno. Io da parte mia continuerà a seguire, come ho sempre fatto, il processo senza mai lasciare sola la ragazza e tutta la sua famiglia”.
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