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Tribunale - Imputato il cinquantenne che speronò sulla Cassia il fuoristrada con a bordo la ex e il nuovo compagno

Arsenale di “armi” proibite tra cui una katana di 97 centimetri, a giudizio ex pugile

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Vetralla – (sil.co.) – Arsenale di “armi” in casa e sull’auto, sarà celebrato la prossima primavera il processo all’ex pugile “speronatore” condannato il 13 marzo 2024 a sette mesi di reclusione per avere inseguito sulla Cassia e preso a sprangate il fuoristrada su cui viaggiava la ex assieme al nuovo fidanzato. Tutto in un giorno, salvo imprevisti: testimoni, discussione e sentenza. 


Civita Castellana - Carabinieri e vigili del fuoco in via Berlinguer

A casa dell’imputato intervennero carabinieri e vigili del fuoco – foto di repertorio


Era il 20 febbraio 2023 e una settimana dopo i carabinieri, il giorno dell’arresto, rinvennero sull’Audi A6 dell’uomo, un cinquantenne originario di Civitavecchia ma residente a Vetralla, una serie di coltelli e altri oggetti e strumenti atti ad offendere, tra cui una mazza da baseball, un coltello a serramanico, un’accetta da lancio, un coltello a doppio filo, una torcia a manganello, un seghetto da giardinaggio e anche un manganello telescopico.

In casa dell’uomo, furono invece sequestrati una katana della lunghezza di 97 centimetri con lama affilata ed estremità a punta della lunghezza di 68 centimetri, nonché un tirapugni, senza averne fatto denuncia all’autorità.

Era il 27 febbraio di due anni fa e per stanarlo da casa fu necessario l’intervento dei vigili del fuoco. Il cinquantenne fu arrestato per violenza privata, minaccia e danneggiamento. Tra le prove anche i filmati delle telecamere di videosorveglianza del distribuire Cancellieri. Come bastone, invece, aveva utilizzato il manico di un badile, che brandiva ancora tra le mani all’arrivo dei carabinieri.

Ne è scaturito un ulteriore processo penale, che si è aperto lo scorso mese di maggio, per avere violato l’articolo 4 della legge 18 aprile 1975, n. 110, relativo al porto di armi o oggetti atti ad offendere, che vieta di portare fuori dalla propria abitazione o delle pertinenze di essa, senza un giustificato motivo, bastoni con puntale acuminato, strumenti da punta o da taglio atti ad offendere, mazze, tubi, catene, fionde, bulloni, sfere metalliche e strumenti simili. Violazione punita con l’arresto fino a sei mesi e con l’ammenda da 2mila a 20mila euro. 

Deve inoltre rispondere di violazione dell’articolo 38 del Tulps e dell’articolo 697 comma 1 del codice penale per la detenzione illegale di armi e per la loro mancata denuncia all’autorità competente, ovvero l’ufficio locale di pubblica sicurezza o il comando dei carabinieri.

L’imputato è difeso dall’avvocato Luigi Mancini del foro di Viterbo.


– Arsenale di “armi” in casa e sull’auto, ex pugile “speronatore” alla sbarra


Presunzione di innocenza

Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.


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21 novembre, 2025

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