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Terrorismo internazionale e criminalità organizzata - È stato raggiunto dall'ordinanza di custodia cautelare a Mammagialla, dove è detenuto da quattro mesi - Fu catturato sotto Santa Rosa in un b&b
Viterbo – (sil.co.) – Mafia turca, tra i quattro fedelissimi del boss Baris Boyun “catturati” il 17 dicembre c’è anche Ismail Atiz, il latitante turco arrestato lo scorso 25 agosto dalla polizia in un b&b di Viterbo, raggiunto nel carcere di Mammagialla, dove è detenuto da quattro mesi, dall’ordinanza di custodia cautelare. Le accuse vanno dalla banda armata con finalità di terrorismo al traffico internazionale di armi, omicidi e stragi.
Atiz detto Hamus è il 26enne finito in manette pochi giorni prima dell’arresto di due cittadini turchi armati di pistola e mitraglietta in un b&b sulla salita di Santa Rosa. Quelli che hanno fatto temere un attentato la sera del tre settembre da parte di terroristi islamici. Un altro dei quattro fermi è stato effettuato in Toscana, gli ultimi due a Cura di Vetralla. Il nome del latitante Ismail Atiz, ricercato dall’Interpol e indicato come leader della banda dei Casper antagonista dei Dalton, compare nelle carte degli investigatori della Dda di Milano, che ne hanno scoperto l’esistenza nell’ambito delle indagini culminate nel blitz del 22 maggio 2024, sfociato nell’arresto del boss 41enne di etnia curda Baris Boyun.
Mafia turca – I boss Baris Boyun e Ismail Atiz, entrambi arrestati a Viterbo
Ismail Atiz sarebbe stato affidato da Boyun alle cure del suo braccio destro, il 38enne Amhet Dormus, residente in Contrada Luzzi a Vetralla, tra la ventina di sodali arrestati nel blitz e condannato lo scorso 5 luglio a otto anni di reclusione con lo sconto di un terzo della pena del rito abbreviato. Boyun, servendosi del 38enne di Vetralla, avrebbe “prestato assistenza a connazionali ricercati dalle autorità turche”, assicurando loro i vari passaggi (Turchia-Bulgaria-Slovacchia-Croazia-Trieste) fino in Germania, dove guarda caso lo scorso luglio Atiz era stato arrestato e rilasciato dopo quattro giorni, in risposta alla richiesta di estradizione della Turchia. A distanza di nemmeno due mesi è stato arrestato a Viterbo.
Mafia turca – Sui media turchi la notizia del latitante arrestato a Viterbo, Ismail Atiz
Nel Viterbese, Ismail Atiz detto Hamus, avrebbe trovato ospitalità anche in precedenza. Di lui si parla anche nell’ordinanza d’arresto del boss, nell’ambito di reati che vanno dal favoreggiamento dell’immigrazione clandestina al traffico internazionale di armi nonché alla detenzione e porto abusivo di armi anche clandestine. Durmus avrebbe assistito e coadiuvato Boyun procurando vetture, alloggi e denaro proveniente dalla Turchia e da altri paesi da riciclare in Italia nonché trafficando un rilevante numero di armi, occultate nella propria abitazione e in zone adiacenti. Avrebbe portato sempre con sé una pistola, in tasca o in auto, e nei pressi della sua casa di Vetralla avrebbe detenuto mitragliatori Uzi “per metterli all’occorrenza a disposizione dei fratelli”.
Mafia Turca – Quattro arrestati – La polizia in azione
I connazionali ricercati sarebbero stati accompagnati in macchina fino alla Bosnia per fare i passaporti e da lì avrebbero preso l’aereo per la Germania o altri paesi. Dormus il “vetrallese”, in questo contesto, avrebbe coordinato i viaggi dalla Turchia tenendo i contatti con le organizzazioni criminali dei paesi di transito come Bosnia e Croazia, stabilendo il prezzo del viaggio e recuperandoli una volta arrivati in Italia, fornendo loro il denaro per il successivo viaggio fuori dall’Italia verso il paese di destinazione e da indicazioni su come “superare” i controlli di polizia e su cosa dire se vengono fermati.
Presunzione di innocenza
Nel sistema penale italiano vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Presunzione di innocenza che si basa sull’articolo 27 della costituzione italiana secondo il quale una persona “non è considerata colpevole sino alla condanna definitiva”.