Viterbo – (s.m.) – “Moscaroli mi chiese di creare dei fondi neri”.
A rivelarlo è un ex socio della Isa, azienda informatica viterbese travolta nel 2009 dallo scandalo della tangenti Asl. A gennaio, l’ex presidente del cda Alfredo Moscaroli comparirà davanti ai giudici viterbesi: l’accusa è di aver preso 900mila euro di commesse dall’azienda sanitaria viterbese dietro il pagamento di tangenti. Denaro che per i pm Stefano D’Arma e Fabrizio Tucci proveniva proprio dai fondi neri di cui si è parlato ieri, all’udienza sulla tranche romana dell’inchiesta Asl.
Due testimoni, un socio e un dipendente Isa, per tre imputati: l’ex direttore generale della Asl Roma H Luciano Mingiacchi, la dirigente del servizio informatico di Roma H e Rieti Patrizia Sanna e il socio Isa Riccardo Perugini. Tutti accusati di corruzione per le presunte tangenti per la gestione del sistema informatico, affidata alla Isa proprio come a Viterbo, in forza di una convenzione replicata a Rieti e Roma H.
I fondi neri sarebbero stati ottenuti tramite l’acquisto delle automobili per i soci. “Una parte, tra i due quinti e i tre quinti, veniva versata a Moscaroli per la riserva di nero – ha spiegato l’ex socio -. Ricordo di avergli dato tra gli 8mila e i 12mila euro per una Golf”. Lo stesso meccanismo sarebbe stato applicato ad almeno altre cinque automobili intestate alla società. Ma, secondo il testimone, valeva anche per la benzina: “Dovevamo versare a Moscaroli il 60 per cento delle spese per i consumi”.
La difesa avanza il sospetto che i soldi servissero per comprare terreni e case in Sardegna. Ma sulla destinazione di quei fondi, il testimone non sa dire nulla: “Moscaroli era molto riservato su queste cose”.
L’ex patron della Isa potrebbe testimoniare alla prossima udienza, insieme a un altro dei principali indagati dell’inchiesta Asl: Ferdinando Selvaggini, ex responsabile del Ced accusato di aver intascato centinaia di migliaia di euro di tangenti. Rinviati entrambi a giudizio, affronteranno il processo a gennaio.
Proprio perché imputati in un procedimento connesso a quello di Mingiacchi & Co. alla prossima udienza potrebbero avvalersi della facoltà di non rispondere.
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