Viterbo – “Una persecuzione. Ricevevamo telefonate su telefonate per saldare le fatture dell’Euroservice. La direttrice delle mense ci tartassava”.
A parlare è una dirigente dell’ufficio ragioneria del comune di Viterbo, ascoltata al processo Rotelli.
L’ex assessore ai Servizi sociali è imputato per corruzione e turbativa d’asta in merito all’appalto per le mense scolastiche del 2005. Appalto che va alla ditta Euroservice di Anna Telesco, anche lei alla sbarra insieme a Rotelli e al dirigente comunale Mario Rossi.
L’accusa è di aver favorito Telesco in cambio di benefici vari: dai presunti banchetti gratuiti per conto di Rotelli – uno pagato e due di beneficenza, secondo la versione dell’imputato – alle assunzioni richieste dall’assessorato ai Servizi sociali. Ma i racconti dei primi testimoni della difesa, ascoltati oggi, disegnano un quadro diverso. Con una forte presenza dell’ex direttrice delle mense Maria Teresa Di Luigi – mai indagata nel fascicolo – non solo nella redazione del capitolato d’appalto, ma anche in tutti i passaggi successivi.
“Di Luigi telefonava in continuazione per sollecitare il pagamento delle fatture all’Euroservice”, hanno spiegato in aula due dirigenti comunali. Una, addirittura, ha definito quasi “persecutoria” la frequenza di quelle telefonate. Un sollecito inusuale che, però, “era diventato un’abitudine”. Al contrario di Rotelli e Rossi, che “non hanno mai fatto pressioni del genere”.
Una dirigente racconta anche di screzi pesanti tra Rossi e Di Luigi. “Una volta l’ex direttrice delle mense ebbe uno sfogo violento nel mio ufficio. Inveiva ad alta voce contro Rossi. Tutti hanno sentito. Ho provato a calmarla, ma lei era arrabbiatissima”.
“A Di Luigi, peraltro – ha continuato una delle dirigenti ascoltate – era stato proposto un lavoro all’Euroservice, una volta andata in pensione, ovvero intorno al 2006”. L’aggiudicazione dell’appalto è del 2005.
Sul banco dei testimoni, anche l’ex consigliere comunale Roberto Bennati, presidente della commissione che, per tre volte, tra giugno e luglio 2005, si riunì per discutere di quell’appalto.
“Discutemmo dei menu destinati ai bambini delle elementari e ai ragazzi delle medie – ha spiegato l’ex consigliere -. Suggerimmo di prediligere alimenti biologici e prodotti locali. Ma si parlò anche delle strutture disponibili: l’allora centro cottura dell’Itis non appariva più adeguato per ragioni di sicurezza, igieniche e di cottura dei pasti”. Un caposaldo dell’accusa è la costruzione di un nuovo centro di cottura da parte di Telesco ancor prima dell’apertura delle buste.
Ma “Rotelli, in commissione, non fece mai il nome né di Telesco né dell’Euroservice”, spiega Bennati.
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