Viterbo – “Distruzione del nemico a ogni costo. La solita macchina del fango”.
Ugo Gigli vede questo dietro la denuncia dell’ex assessore regionale Angela Birindelli. Così come nella nuova interrogazione presentata contro di lui da Francesco Storace (video documento).
La quarta o la quinta? Gigli ha perso il conto. Il consigliere regionale della Destra ha chiesto più volte la testa del direttore dell’Ater. L’ultima ieri, con un’interrogazione urgente: “L’assessore Fabio Refrigeri l’ha liquidata dicendo che la mia collocazione è legittima – dichiara Ugo Gigli -. Storace dice che è troppo tempo che sto lì… L’accusa peggiore che mi fa è che sono vecchio. E’ l’offesa che mi dà più fastidio”.
Ma non è l’unica. Insieme al suo avvocato Enrico Valentini, Gigli annuncia di aver denunciato proprio oggi il leader della Destra alla Pisana. Motivo: presunte affermazioni false rese pubblicamente durante la seduta di consiglio. “Storace ha detto che il direttore dell’Ater si è lamentato che la finanza non lo aveva avvisato della perquisizione – spiega Valentini -. Non è così. Si è solo chiesto che bisogno c’era di scomodare dieci finanzieri e mandarli all’Ater alle 9 di mattina, quando da dicembre il direttore aveva messo a disposizione il suo ufficio”. Denunciata da Gigli anche Maria Gabriela Grassini per calunnia: “Ha detto cose gravi. Ha parlato di falsificazione dei bilanci”.
L’altro motivo per cui Gigli convoca i giornalisti in un bar a due passi dall’Ater si chiama Angela Birindelli. Non a caso. Perché il numero uno dell’Ater è convinto che “tra l’ex assessora e il consigliere della Destra c’è un legame grosso”. “Ho ricevuto pressioni da Storace per per risolvere questa cosa con la Birindelli”. Oggi Ugo Gigli si ritrova indagato per abuso d’ufficio, sottrazione di documenti e diffamazione e un mese fa è stato interrogato dal pm Renzo Petroselli, mentre l’ingegnera è parte offesa.
Gigli lo aveva detto. Oggi lo ha fatto: ha preparato un fascicolo per la stampa con la cronistoria della querelle con l’ex assessora. Dentro c’è tutto. Le quattro denunce alla Birindelli per truffa e falso. La prima, nell’ambito del procedimento disciplinare a margine della vicenda lavorativa. Le altre tre sugli incarichi esterni che l’ingegnere Birindelli, dipendente dell’Ater a tempo indeterminato, avrebbe assunto senza autorizzazione.
A dicembre l’incarico della discordia era uno: quello di coordinatore della sicurezza alla scuola Monaci di Soriano nel Cimino. Oggi sono diventati otto. Otto lavori svolti dalla Birindelli che, secondo Gigli, sarebbero abusivi perché non autorizzati. O meglio, le autorizzazioni ci sono, ma per il numero uno dell’Ater sono false. “Si tratta di fogli con firme ‘plottate’ – spiega l’avvocato Valentini -. La firma del direttore è vera, ma proveniva da un altro foglio ed è stato fatto un copia incolla sull’autorizzazione. Questo risulta dalle due perizie calligrafiche che abbiamo fatto fare”. “Parliamo di lavori liquidati per 60-70mila euro – insiste Gigli -. Soldi che in mancanza di autorizzazione spetterebbero all’Ater. Faremo in modo che il denaro secondo noi preso indebitamente torni dove doveva andare”.
Birindelli denuncia. Storace interroga. “Il giornalista Paolo Gianlorenzo scrive di me che starei meglio all’ospizio”, ricorda il direttore. E alla conferenza Gigli-Valentini c’è anche Francesco Battistoni, assistito proprio da Valentini nella guerra giudiziaria ancora aperta con Birindelli e Gianlorenzo. Eserciti schierati?
“Battistoni è qui per caso – chiarisce il legale -. Consultavamo delle carte importanti nel mio ufficio”. Sono quelle del caso Fiorito: il dossier con le fatture false del gruppo regionale Pdl, creato ad arte per screditare l’allora capogruppo Battistoni. “La macchina del fango è sempre quella – commenta Gigli – Firme false. Fatture false. E la stessa logica di annientare il nemico ed esaltare l’amico”.
Tutti contro Gigli? Lui dice forse. “All’antipatia non ci credo. Per me c’è un disegno diverso…”. E già vede il movente: “La Birindelli ambisce al mio posto di direttore. Ma se lei o chiunque altro aspettano che mi dimetto hanno capito male”.
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