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Lettere al direttore - Scrive Luciano Bernabei, del centro sociale occupato

“La nostra era una contestazione civile”

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Riceviamo e pubblichiamo – Caro direttore,

sono Luciano Bernabei del centro sociale okkupato autogestito, uno di quei cafoni ineducati che lei nell’articolo ha citato.

Mettiamo che per assioma lei sia il più grande giornalista d’Italia. Come fa, nella sua posizione professionale, a condannare il comportamento del ministro Brunetta e, nello stesso tempo, continuare anche lei a insultare persone che, evidentemente, erano in piazza per manifestare la loro condizione di precarietà e di dissenso per un governo che umilia costantemente il popolo sovrano?

In Italia noi giovani da anni non riusciamo a trovare un lavoro che ci dia la possibilità di autodeterminazione. Dunque i fannulloni non siamo noi ma chi da anni chi ci governa.

Di certo noi non siamo stati pagati per contestare un ministro e non pensi, caro direttore, che ci faccia piacere stare a discutere con le forze dell’ordine, anzi, è molto piu sfavorevole la nostra posizione che quella del ministro Brunetta e del giornalista Carlo Galeotti.

Se lei era presente a quella serata si sarà accorto che non è volata una parolaccia dai contestatori.

Mi chiedo allora perché tenta di far passare una contestazione civile come se si stesse stravaccati in un ritrovo privato tra amici che si sfottono.

Inoltre le avevamo inviato un comunicato stampa in merito alla contestazione, ma da tempo lei non pubblica comunicati del centro sociale.

Grazie direttore di Tusciaweb per dare spazio a tutti.

Luciano Bernabei


Difficilmente ho visto una serie di falsità messe in fila in così poche righe.

Iniziamo dall’ultima.

1 – E’ falso che non abbiamo pubblicato il comunicato sulla serata di Brunetta del centro sociale clicchi qui per vederlo. L’articolo, nel momento in cui scrivo, è ancora in prima pagina. Non mi risultano neppure altri comunicati non pubblicati.

2 – E’ falso che io dia a lei e ai suoi amici dei “cafoni ineducati”. Primo perché lei, come dice a chiare note, non è tra coloro che hanno insultato il ministro. E quindi non si comprende a che titolo replichi visto che io di lei non ho parlato. Secondo perché non do dei “cafoni ineducati” neppure a chi ha insultato il ministro. Nell’articolo è scritto: “ma è normale che un ministro della Repubblica dia del cretino pubblicamente a dei cittadini che lo contestano magari in modo ineducato e cafone?”. Il riferimento non è alle persone, come può leggere, ma al “modo”. E non si può dedurre che chi una volta usa metodi cafoni sia un cafone. Le cafonate nella vita le fanno tutti. Anche persone educatissime. Quindi nessun insulto.

3 – E’ falso che non è volata nessuna parolaccia da parte di chi contestava il ministro. Le parolacce sono volate anche se non sono partite dal suo gruppo, secondo quanto lei dice. Lei non ha il monopolio del contestatori in tutta evidenza. E spero non abbia il controllo completo su altre persone.

4- E’ falso che io abbia voluto far passare la sua contestazione per qualcosa di diverso. Il riferimento era, nell’articolo è chiarissimo, al ministro.

Per esser cartesiani fino in fondo:  difficilmente do dei giudizi sulle persone. Preferisco analizzare comportamenti e anche giudicarli, se necessario. Anche nel suo caso, come avrà notato, il mio riferimento è a quanto da lei scritto: un guazzabuglio di falsità. Non a lei che non conosco.

Solo un’ultima notazione: quando si contesta qualcuno è estremamente scorretto deformare la posizione dell’interlocutore. Deformare le proposizioni, per giunta in questo caso scritte e che ognuno può leggere e giudicare, è un metodo tipicamente totalitario.

Come dire la sua domanda è priva di senso perché i suoi presupposti sono falsi.

Per quanto mi riguarda la questione è chiusa, anche perché devo confessare che la confusione e l’opacità linguistico-semantica mi infastidisce. Sarà l’età…

Carlo Galeotti


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28 luglio, 2011

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