Viterbo – Ho appreso con vero piacere, da Tusciaweb, che alcuni cittadini si stanno interessando alla possibile riunificazione del complesso conventuale di San Francesco alla Rocca di Viterbo, con valide proposte di utilizzo, per quanto riguarda la parte utilizzata dal demanio dello Stato – ramo difesa (fotocronaca – slide).
Li ringrazio tutti tantissimo e ringrazio anche il consigliere comunale Aldo Fabbrini che, con la presentazione di un suo progetto al sindaco, sta avviando un procedimento amministrativo di coinvolgimento dei parlamentari viterbesi e non solo per la soluzione dell’annoso problema.
In qualità di parroco della basilica di San Francesco debbo dire, in verità, che la provincia dell’ordine dei frati minori conventuali del Lazio, unitamente al ministro generale dell’ordine dei frati minori conventuali, non ha mai cessato di rivendicare la riconsegna del convento, del chiostro, degli altri locali e delle altre aree del complesso conventuale oggi ancora occupate dal comando Aves di Viterbo – Caserma Bazzichelli.
Ampia documentazione, per il rientro in possesso degli immobili, fu da noi presentata alle autorità competenti anche nel 1992 proprio in occasione della cessazione dell’attività dell’ex distretto militare che prima occupava questi spazi.
Spero che questa sia la volta buona anche perché, in passato, l’autorità pubblica da noi sollecitata aveva manifestato ampia disponibilità, che non è scattata soltanto per ragioni militari, alla riunificazione di tutto il complesso monumentale nazionale di San Francesco alla Rocca.
Mi preme ricordare, anche in questa occasione, alcune delle buone ragioni di questa possibile operazione di recupero.
Ragioni Storiche
L’ordine Francescano vanta sette secoli di storia, e di ricordi, di tutto il complesso al quale si desidera ridare quella funzione culturale francescana che lo ha contraddistinto sempre nei secoli passati. E’ nostra intenzione, inoltre, riaprire ed allargare lo spazio per il museo d’arte moderna e contemporanea, lo spazio per l’archivio e lo spazio per la Biblioteca Interprovinciale che ha raccolto, nella nostra sede viterbese, tutto il materiale librario e archivistico di un grande numero di conventi del Lazio appartenenti alla provincia romana frati minori conventuali. Si tratta di circa 40 mila volumi e circa 60 mila esemplari di documenti.
Ragioni funzionali – architettoniche
Per come è organizzata oggi la struttura conventuale viterbese i disagi sono enormi. Per entrare nelle abitazioni dei religiosi, nella biblioteca, nell’archivio e nel museo, l’ingresso è soltanto dalla chiesa. Manca un’entrata dedicata come quella che esisteva anticamente ed inoltre è venuto a mancare il raccordo che è sempre esistito nell’architettura conventuale tra chiesa, chiostro e convento.
Ragioni di valorizzazione
Con la riunificazione di tutti gli spazi dell’antico complesso conventuale verrebbe maggiormente valorizzato il convento francescano dove hanno vissuto 32 papi e quindi si darebbe anche una più degna sistemazione ed uso a quelli che erano chiamati gli “ambienti papali” o “stanze del papa”. In chiesa sono i mausolei dei papi Adriano V e Clemente IV e le tombe di 9 cardinali.
Museo d’arte contemporanea
Un discorso a parte meritano le circa 160 opere d’arte contemporanea, realizzate da 92 artisti diversi, di nostra proprietà, che oggi sono chiuse in una camera blindata e allarmata ma che avrebbero bisogno di spazio per una giusta fruibilità ad appassionati, studiosi e turisti, che vengono a far visita alla basilica e a tutto il Monumento Nazionale di San Francesco.
Inoltre ridare la fruibilità pubblica ad ambienti e superfici appartenuti nei secoli passati ai francescani, oggi ancora occupati per uso militare, significherebbe anche creare occupazione con nuovi posti di lavoro, tra gli altri, negli spazi museali, nella biblioteca e nella gestione dei parcheggi.
Spero che vada a buon fine, dunque, la sua iniziativa, Carlo Galeotti direttore di Tusciaweb, come quella meritoria del consigliere comunale Aldo Fabbrini, e di tutti gli altri che si stanno adoperando, e si adopereranno, per restituire alla fruibilità pubblica l’intero complesso conventuale, con la riunificazione sia materiale che spirituale dell’intero sito per una valorizzazione artistica, storica, culturale, apostolico-pastorale e francescana.
Fraterni saluti
Pace e bene
Padre Agostino Mallucci
parroco nella basilica di San Francesco alla Rocca – Viterbo
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